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Sull’Italia, il Nyt ha le rotelle fuori posto

Il più bel giornale del mondo deve darsi una regolata sul paese più bello che c’è

12 Marzo 2020 alle 06:03

Sull’Italia, il Nyt ha le rotelle fuori posto

Piazza San Pietro semi deserta nel suo secondo giorno di quarantena (foto LaPresse)

Quando fu eletto Schwarzenegger governatore della California, che poi fece benone il mestiere di un altro, un giornalista americano mi chiamò al telefono con aria eccitata, era l’epoca del gran casino intorno a Berlusconi, e mi disse che non avrebbe mai più scritto un articolo demonizzante sul Cav. Ora il New York Times, che una volta le dritte sull’Italia le prendeva da Ugo Stille, titolare di un ufficio nella loro redazione, ora si informa presso Beppe Severgnini, e qualcosa vorrà...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • mussini

    12 Marzo 2020 - 21:01

    Detto l'essenziale e il vero. E benissimo!

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    12 Marzo 2020 - 13:50

    Anche gli Dei laici che si credevano onnipotenti, sono morti. Le schiere dei loro seguaci si guardano attoniti, sgomenti e s'arrabattano in capriole lessicali.

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  • branzanti

    12 Marzo 2020 - 13:07

    Um articolo non modifica le cose, il Nyt resta un'isola credibile in un paese sconvolto dalla malvagità e dall'orrore del gangster con la polenta in testa, un paese cui il virus sta per riservare una bella sorpresa, per la quale restiamo seduti sull'argine del fiume.

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    • Carlo A. Rossi

      12 Marzo 2020 - 13:34

      No, Branzanti, tutto avrebbe potuto scrivere ed in fin dei conti, avrei potuto chiudere un occhio. Ma questo commento da parte Sua è maligno e miserabile. Lei si compiace di una pandemia, dagli esiti ancora incerti, per puro odio contro Trump, che, potrà piacere o meno, ma è stato eletto democraticamente. Il Foglio, sicuramente, censurerà questa mia, perché ho usato l'aggettivo "miserabile" nei Suoi confronti: ma da un giornale che un giorno sì e l'altro pure si forbisce la bocca con la favola dei competenti e degli intelligenti a prescindere lascia passare ogni Suo intervento, che onestamente non porta nulla ad una discussione, è pure odio antropologico immotivato. Per quale motivo? Lei in un mondo normale verrebbe bandito come uno dei troll peggiori, ci si crogiola, e poi gioca il ruolo della brava persona. Dovrebbe avere pietà di se stesso.

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      • Skybolt

        12 Marzo 2020 - 14:49

        Ma no, il nostro Branzanti ha un conto personale da regolare con tutti gli americani. Quale sia, (forse) solo lui lo sa. Sarei clemente. Alla fine, sono solo parole.

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        • branzanti

          12 Marzo 2020 - 15:12

          Ha ragione. La durezza dei miei commenti deriva soltanto dal ripensare spesso al mio passato di adesione agli Usa, di entusiasta ed acritico filoamericanismo, (ipotizzando persino di trasferirmi) ed allora mi chiedo come abbia potuto essere così stupido e cieco e mi vergogno profondamente. Tutto qui. Grazie per la Sua "comprensione".

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      • branzanti

        12 Marzo 2020 - 14:22

        Vede Rossi è sempre spiacevole evocare la censura per le idee che non si condividono, ma che comunque, mi perdoni, un contributo cercano di portarlo. Per il resto Lei ha tutto il diritto di considerarmi un "miserabile" e non Le nego che ciò che ha scritto è sostanzialmente vero. Le aggiungo che credo il paese meriti di essere posto di fronte alla sua disumanità. Pietà per me stesso provo ogni giorno ad averne. La ringrazio.

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        • Carlo A. Rossi

          12 Marzo 2020 - 23:13

          Lei, Branzanti, vuol fingere ignoranza e travisa le mie parole. Lei è il primo a scagliarsi contro i commentatori americani favorevoli a Trump, però si scandalizza perché io avrei chiesto la censura ai Suoi "interventi" (fra virgolette, perché non vedo proprio quale "contributo" essi portino ad una discussione, e credo lo riconosca pure Lei). Lei è il primo a desiderare non scrivo la censura, ma la morte di chi Lei, per un amore mal riposto in gioventù, un tempo adorava. E non oso chiedere nessuna censura alle Sue "idee" (oserei scrivere piuttosto "idiosincrasie"), ma se qualcuno avesse scritto da qualche parte un commento simile al Suo su, che so, Obama o Biden o Ocasio-Cortez, ne avrebbe sicuramente chiesto (metaforicamente parlando) la testa. Lei è il novello Giona e gli Stati Uniti la Ninive novella?

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  • alessandro pellegrini

    12 Marzo 2020 - 12:32

    Joepelikan, apprezzo ‘toto corde’. Non conosco il rapporto 1619: cos’è?

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    • Skybolt

      12 Marzo 2020 - 14:51

      Il tentatvo di dimostrare che dall'arrivo dei Padri Pellegrini ad oggi gli USA si basano sul razzismo, lo schiavismo e simili bellezze. Lo hanno affondanto anche storici di sinistra, ma intanto lo hanno fatto. Primo Emendamento.

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      • branzanti

        12 Marzo 2020 - 15:08

        Scusi gentilissimo, ma su cosa si basano? Sulla libertà? Andiamo!!!

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        • Skybolt

          12 Marzo 2020 - 18:13

          Si basano sullo schiavismo? Lo scriva, su. Mica la censuro. La valuto, però. Senza virgolette.

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        • branzanti

          12 Marzo 2020 - 22:15

          Niente virgolette gentilissimo. Il paese è nato e cresciuto sulla schiavitù, sullo sterminio dei nativi e su guerre interne e contro moltissimi paesi. Nei loro 233 anni di storia (dalla costituzione) gli Usa hanno conosciuto solo 16 anni senza guerre. I tratti fondamentali del paese sono la violenza e la sopraffazione, razziale e nei confronti delle persone più deboli. L'ho scritto ed attendo la Sua, obiettiva, valutazione. Ancora non mi capacito di avere apprezzato (anzi qualcosa di più) un simile paese.

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        • Carlo A. Rossi

          13 Marzo 2020 - 13:25

          Branzanti, gli americani ovviamente non combattono guerre per il piacere della guerra, ma, è ovvio, anche per i loro interessi. Davvero questo La stupisce? Lei è così smaliziato da augurarsi una pestilenza per un paese che Lei odia visceralmente, e non si capacita del fatto che una potenza desideri espandersi sempre di più? Non li giustifico in toto, sia chiaro, ma l'America ha spesso combattuto guerre non sue. E l'Europa, che Lei a torto divinizza, ha spesso sperato, anche in tempi recenti, che a sporcarsi le mani fosse l'America, così da poterla guardare dall'alto in basso e baloccarsi credendo di essere moralmente e intellettualmente superiore. Branzanti, la Storia Europea è una storia millenaria di sopraffazione e violenza, ma sembra che per Lei non esista. Sospetto anch'io che Lei sia un troll.

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        • branzanti

          13 Marzo 2020 - 16:27

          Caro Rossi non potrei essere più d'accordo. La storia europea è una storia millenaria di violenze e sopraffazioni, di roghi e massacri, di gulag e di lager. Il pensiero liberale però è nato qui e dopo la 2* guerra mondiale abbiamo saputo costruire i sistemi più capaci di coniugare libertà, diritti e tutela delle persone e li abbiamo estesi ai paesi liberati dal giogo comunista. L'UE è un sistema pieno di difetti, ma è l'unica difesa che abbiamo contro le forze totalitarie (Putin, Xi, Erdogan, Bolsonaro e, naturalmente, Trump) che ci circondano. Un solo appunto : gli Usa combatttono guerre, spesso ingiustificate, per interesse, e può starci, ma temo che la loro mentalità e la loro cultura contemplino il piacere della guerra. La ringrazio.

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        • Carlo A. Rossi

          13 Marzo 2020 - 18:34

          Le guerre non sono ingiustificate, nemmeno quelle che a noi anime belle possono apparire tali: nella maggior parte dei casi, sono conseguenze di politiche espansionistiche oppure dallo scontro di due civiltà o nazioni o regni vicini, in qualche modo simili e condividenti le medesime ambizioni, motivo per cui si trovano a confliggere. Possono sembrare motivazioni banali, ma è sempre stato così e probabilmente sempre sarà così. La guerra in astratto può lasciare indifferenti molti, quella vera a nessuno piace, e penso che a parte qualche malato di mente, nessuno desideri la guerra per se stesso. Al limite, È la mentalità maomettana a contemplare la guerra, visto che il buon Maometto, prima che profeta religioso, era un condottiero militare. Non è che l'avanzata dell'Islam si basasse su Fede, Speranza e Carità, se proprio vogliamo essere onesti.

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