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“Il paurellum di Renzi”

Marcucci: “Renzi ha cambiato idea sul governo? Io no”. Romano: “La scissione è un fallimento”

20 Febbraio 2020 alle 06:00

“Il paurellum di Renzi”

(foto LaPresse)

Roma. Perfino gli ex renziani rimasti nel Pd, sempre pazienti finora di fronte alle sortite del loro ex segretario nonché ex spirito guida, sbottano. E persino Dario Franceschini, pompiere per definizione, in un tweet paragona Renzi allo scorpione della nota favola: “Mentre stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del suo folle gesto. ‘Perché sono uno scorpione…”, rispose. È la mia natura’”. Sicché, per restare all’etologia, il Pd è come le famose formiche di Gino&Michele, quelle che...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • Carlo6

    20 Febbraio 2020 - 19:21

    Ma cosa vogliono PD e 5S? se non era per Renzi sarebbero andati al voto e quindi opposizione. Ora che dire se non si muove una paglia? Renzi o non Renzi è tempo di agire, fare. Rimanere nei desiderata dei 5S significa languire. Non confondere un accordo per bloccare Salvini con l’immobilismo governativo a cui assistiamo. Il bluff di Renzi casomai sta nello stanarlo sulle cose che dice di fare e non sugli attacchi pretestuosi che gli si rivolgono.

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  • Andrew

    Andrew

    20 Febbraio 2020 - 13:29

    Tutti sanno che quello delle riforme è un tema che la politica più cialtrona tira fuori quando non sa che pesci prendere. Si fa una bella bicamerale, una serie interminabile di dibattiti e poi tutto si conclude in gloria dopo qualche anno. Nel frattempo il Paese si trasforma in una accozzaglia di costituzionalisti della domenica che dibattono di filosofia del diritto, il tempo passa e magari gli equilibri cambiano: Italia morta diventa viva, la Lega si slega, i Fratelli d’Italia diventano fratelli coltelli e si mettono a litigare per l’eredità, Luigi Di Maio – complice un bacio di troppo – diventa papà e smette di fare danni in Parlamento, Nicola Zingaretti inizia a dire qualcosa di intelligente, Silvio Berlusconi vende Forza Italia alla Juventus in cambio di Cristiano Ronaldo. Insomma, ogni popolo ha i governanti che merita. E da domani tutti a parlare di presidenzialismo, così, tanto per ingannare il tempo.

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