cerca

Il grande imbroglio dei terzisti per Salvini

Degradano la rivolta contro il nazionalpopulismo, considerano le citofonate gesti provocatori, trasformano le ruspe in “smargiassate”. I terzisti fingono di non tifare ma si candidano a essere portavoce del salvinismo. No al metodo Galli della Loggia

31 Gennaio 2020 alle 06:06

Il grande imbroglio dei terzisti per Salvini

Foto LaPresse

Quando c’era una destra, Ernesto Galli della Loggia la giudicava un’anomalia infelice, per di più di plastica. Ora che al posto della destra (che si diceva a vocazione liberale) c’è il nazionalpopulismo salviniano, nella forma del bullismo o del trucismo, il nostro amico scavalca in destrezza questo piccolo problema, questa novità che ha risvolti europei e mondiali, e al partito del Papeete e del citofono offre consigli politici di moderazione come se fosse un normale soggetto di destra costituzionale e...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

Leggi il curriculum dell'Elefantino scritto dall'Elefantino

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    31 Gennaio 2020 - 19:36

    Caro Ferrara, la democrazia, non quella della DDR, obbliga alla ricerca, l’acquisizione e la conservazione del “consenso”. I modi, le forme per acquisirlo, se li misuriamo col metro della “morale”, sono tuti criticabili e censurabili: a partire dalle “promesse”, e concordo, dall’antifascismo squacqueroso. Ne ho sentite, viste, di peggio del Papetee e del citofono. Per inciso: ho seguito, dapprima incuriosito, poi disincantato tutti i “comizi” della campagna elettorale del 1948. Del resto, da sempre, ciascuno prega i santi che ha, o pensa, crede d’avere.

    Report

    Rispondi

  • Carlo6

    31 Gennaio 2020 - 19:33

    Il punto è he si ostina a difendere questi del governo senza avere alternative credibili. Questa sinistra ci porterà dall’influenza alla polmonite. Salvini dovrebbe scuotere la sinistra invece di sentirla dire le cose di sempre irripetibili.

    Report

    Rispondi

  • luigi.desa

    31 Gennaio 2020 - 18:04

    Per un giornale elitario come Il Foglio bastonare ogni giorno un zuzzorellone di successo come Salvini è un borbottio da beghina, è un fuori luogo sprezzante per il ditino da maestro sempre puntato inciò gemello in rozzezza al Fatto . Ora è un giornale molto diverso dall'originale . Ricordo con nostalgia che i primi numeri avevano articoli non firmati ,ma tu Claudio avevi i pantaloni corti o giù per li e Il Foglio era un giornale d'assalto un panzer non un breviario ,quello di Don Abbondio. Avendo il gusto dell'orrido continuo a leggerlo anzi sono pure abbonato.

    Report

    Rispondi

  • maropadila

    31 Gennaio 2020 - 14:59

    Però, però, se l'appoggio dato, a suo tempo, da EGDL ai grillini è stato seguito dalla recente sconfitta elettorale di questi ultimi ( anche se non credo nel nesso di causalità), si può sperare in qualcosa di analogo con riferimento alle fortune leghiste.

    Report

    Rispondi

    • portaticinese

      31 Gennaio 2020 - 20:42

      Il punto è questo: ormai non si può più prendere sul serio un illustre storico quasi ottantenne che nel 2016 ha addirittura votato per una perfetta nullità come la Raggi (ed è stato così ingenuo da confessarlo)

      Report

      Rispondi

Mostra più commenti

Servizi