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Un nuovo Centro. Elogio del partito che non c’è

Perché il paese ha bisogno di un riformismo alternativo tanto a una destra sovranista e statalista quanto a una sinistra non emancipata della vocazione minoritaria

27 Gennaio 2020 alle 09:56

Un nuovo Centro. Elogio del partito che non c’è

(foto LaPresse)

Una strada c’è ma non si vede. Anzi, un’autostrada. Sulla quale si apre, nella stagione proporzionalista, lo spazio per una forza che spezzi la polarizzazione del quadro politico. Angelo Panebianco la chiama idea di Centro. Molti, troppi la raccontano a propria immagine e somiglianza. Il problema non è quello di darle un nome, o un leader. Ma piuttosto di capire se questo spazio intuito, e non definito, esista per davvero. E come trovarlo. L’editorialista del Corriere della Sera ci arriva...

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