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“Svolta? Al Pd servono un congresso vero e un nuovo patriottismo europeo”. Parla Bonafè

L'europarlamentare e segretaria del Pd toscano ci spiega perché la sfida lanciata da Zingaretti non deve essere solo un'operazione cosmetica

15 Gennaio 2020 alle 09:50

“Svolta? Al Pd servono un congresso vero e un nuovo patriottismo europeo”. Parla Bonafè

(foto LaPresse)

Roma. È perplessa, Simona Bonafè, europarlamentare, vicepresidente dei Socialisti & Democratici a Bruxelles, segretaria toscana del Pd alle prese con le difficili elezioni della primavera prossima. La “svolta” di Zingaretti non le sembra infatti una svolta: “Il segretario dice che non pensa a un nuovo partito, ma a  un partito nuovo. Sono le stesse parole che ho sentito da Veltroni nel 2007 quando è nato il Pd. Allora era veramente un partito nuovo, fuori dalle ideologie, moderno. Comunque, raccolgo la...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • Andrew

    15 Gennaio 2020 - 15:25

    La cronaca parla solo di cosa fare per rimandare le elezioni, impedire il voto sulla Gregoretti prima del 26, di come trasferire al dopo i provvedimenti demenziali della finanziaria, come bloccare la fuga dei grillini dissidenti, parla della crisi interna del Pd che cambia nome per la quinta volta. Ecco perché sono perdenti e destinati ad essere cacciati via alla prima occasione, perché la gente li considera arlecchini, non si fida di chi rincorre il potere anziché i problemi del Paese, di chi si attacca alle sardine piuttosto che ad un programma di crescita e rilancio economico e sociale. Sono perdenti perché vivono nella paura di perdere stipendio e posto, anziché nell’impegno di risolvere i mali dell’Italia, dal fisco al Welfare, dalla burocrazia alla spesa improduttiva, dal potere contrattuale in Europa a quello nel mondo, dai giovani alla denatalità e alla giustizia ingiusta. Viva l'Italia

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