Il re del tonno Pippo Callipo prova a mettere in scatola i Cinque stelle

David Allegranti

Il M5s torna di nuovo su Rousseau per decidere oggi, in votazione dalle 10 alle 19, come presentarsi alle elezioni del 26 gennaio prossimo in Emilia-Romagna e in Calabria

Roma. Non è bastato il voto di novembre: il M5s torna di nuovo su Rousseau per decidere oggi, in votazione dalle 10 alle 19, come presentarsi alle elezioni del 26 gennaio prossimo in Emilia-Romagna e in Calabria. Ma non bisogna farsi sviare dalle intenzioni. Non è un voto aperto per scegliere se candidarsi con il centrosinistra o andare da soli. In realtà il M5s ha di fatto già deciso di presentarsi autonomamente dopo la performance non brillante in Umbria. Basta leggere il quesito sulle elezioni in Calabria, che esclude la possibilità di un sostegno a Pippo Callipo, candidato sostenuto dal Pd ma che piace anche a una parte del M5s, al momento spaccato tra chi vorrebbe appoggiare l’imprenditore e chi proseguire con il professor Francesco Aiello, candidato da giorni.

 

Con il voto di oggi gli scritti esprimeranno due scelte: i candidati consiglieri regionali e la scelta del candidato presidente: “Ogni iscritto abilitato a votare su Rousseau, potrà esprimere fino a 3 preferenze in favore dei candidati alla carica di consigliere della propria circoscrizione”. Gli iscritti “saranno chiamati a ratificare la proposta di candidare come presidente della Regione Calabria Francesco Aiello, nell’ambito di una coalizione composta dal Movimento 5 Stelle e liste civiche”. Ma che cosa succederà in caso di “mancata ratifica”? “Avrà luogo un’ulteriore votazione nella giornata di giovedì 12 dicembre nel corso della quale gli iscritti saranno chiamati a votare il candidato presidente in una lista composta dai 3 candidati consiglieri più votati di ogni circoscrizione. In caso di rinuncia da parte di un candidato, verrà individuato il candidato immediatamente successivo avente gli stessi requisiti. Gli iscritti in questo caso potranno esprimere una sola preferenza”. 

 

Dunque, dice la deputata del M5s Federica Dieni al Foglio, “è chiaro che, posto così, il quesito su Rousseau ci limita. Perché, se non venisse ratificata la proposta di Aiello presidente, il candidato governatore andrebbe scelto tra i nostri consiglieri. Avrei preferito che fosse data agli iscritti la possibilità di esprimersi davvero, su tutti gli aspetti. La scelta però ricade sul capo politico, Di Maio”. Insomma, spazio per Callipo non ce n’è, anche se il re del tonno spera di mettere in scatola Luigi Di Maio, che venerdì sarà in Calabria: “Mi auguro che mi chiami e mi chieda di salire con lui sul palco dell’auditorium di Catanzaro”, ha detto Callipo a “Un giorno da Pecora”. Anche Dieni ci spera: “Aiello? Non mi sembra un candidato forte e neppure radicato sul territorio”, dice al Foglio. “Diverso il discorso per Callipo, che nel 2010 prese da solo il 10 per cento. Ovvio, ammetto che non sarebbe neanche lui il mio candidato ideale, a Cinque stelle: ma data la situazione, e visto il ritardo con cui ci siamo mossi, sarebbe stata l’unica mossa tatticamente intelligente. Anche perché in Calabria c’è una soglia di sbarramento dell’8 per cento: andando da soli rischiamo di restare fuori anche stavolta”. Inizialmente, ricorda Dieni, “eravamo tutti compatti sull’idea di correre in autonomia. Ma poi lo scenario è cambiato, e bisognava tenerne conto. Io mi sono fatta portavoce di un sentimento diffuso sia tra gli attivisti sia tra alcuni parlamentari: tentare la via del patto civico, col Pd, sul nome di Callipo sarebbe stato intelligente”.

 

In Emilia Romagna, dove vale 290 mila voti (Europee 2019), il M5s ha già deciso che andrà da solo, c’è solo da scegliere chi sarà il candidato: “Ogni iscritto abilitato a votare su Rousseau, potrà esprimere fino a 3 preferenze in favore dei candidati alla carica di consigliere della propria circoscrizione. Il candidato consigliere arrivato primo nella propria circoscrizione, entrerà a far parte della lista dei candidati alla carica di candidato Presidente per la votazione di giovedì 12 dicembre”. In caso di rinuncia da parte di un candidato consigliere a partecipare alle votazioni per l’aspirante presidente, “verrà individuato il candidato immediatamente successivo avente gli stessi requisiti. Gli iscritti in questo caso potranno esprimere una sola preferenza”. Il governatore uscente del Pd Stefano Bonaccini dopo le sardine è costretto a sperare anche nel voto disgiunto.

  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.