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Difendere il mercato dagli sciacalli del clima

I catastrofisti vogliono trasformare gli allarmi sul climate change in una leva contro il capitalismo. Fesserie. L’occidente forse non fa abbastanza ma è l’unico che sta facendo qualcosa. Dati utili e un bel libro da leggere

3 Dicembre 2019 alle 06:00

Difendere il mercato dagli sciacalli del clima
I giornali di mezzo mondo – più che occuparsi della surreale polemica attorno al caso del Fondo salva stati, dove l’ex vicepremier di un governo finito ammette di non aver toccato palla sui dossier più importanti portati avanti dal governo di cui era il numero due – nei prossimi giorni dedicheranno con ogni probabilità ampio spazio a un appuntamento importante organizzato a Madrid dalle Nazioni Unite a cui parteciperanno circa 25 mila delegati provenienti da 200 paesi diversi. L’occasione dell’appuntamento...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • Chichibio

    03 Dicembre 2019 - 14:37

    Il paradosso è che l'energia nucleare non produce anidride carbonica. E i rimboschimenti la eliminano. E il polietilene è riciclabile, basta volerlo fare.

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  • luigi.desa

    03 Dicembre 2019 - 14:26

    In attesa del cupio dissolvi della terra causa l'aumento del calor per effetto del cambiamento climatico ( che ancora non ho capito bene se è ciclico del pianeta o causato dalle scoregge delle vacche) forse l'umanità più avveduta e progredita potrebbe iniziare ad un onesto suicidio collettivo piuttosto che vivere la tremenda ansia di esporsi alle tremende ustioni provocate dall' aumento della temperatura globale della terra ,restando inevasa la risposta alla domanda se la terra diverrà secca dall'acqua o le terre emerse saranno sommerse ,mamma mia ,dall'acqua.

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  • sns.roberto

    03 Dicembre 2019 - 10:31

    Io non riesco a capire, giuro, perché ancora dopo tutto questo tempo esista la dicotomia o capitalismo o clima? Il problema impostato in questa maniera non ha soluzioni, si perde qualcosa di fondamentale per il nostro benessere e la nostra sopravvivenza in entrambi i casi. Nessun ambientalista a mio parere dovrebbe mettere in dubbio il capitalismo perché ci può dare grandi mezzi, e nessuna persona di buon senso può dire che quello che abbiamo fatto è abbastanza: ovviamente non è abbastanza, ma ovviamente non ci possiamo disarmare della tecnica per risolvere il problema.

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    • aldo.vanini

      03 Dicembre 2019 - 19:55

      In realtà è facile da capire.L'ambientalismo-che se avesse veramente a cuore,come tema principale,un uso razionale delle risorse,non dovrebbe lanciare grida,ma spiegarci azioni e concrete e dove reperire le risorse per attuarle- è un movimento che maschera, più o meno in buona fede, il proprio reale obiettivo,che serpeggia ormai da decenni sotto varie e mentite spoglie. E' l'obiettivo di quei privilegiati che, per noia, per senso di colpa, o per infantilismo anagrafico e non, vagheggiano una povertà francescana di cui immaginano neppure quanto sia inadeguata al loro attuale e privilegiato sistema di vita. Mi incuriosirebbe vedere i supertestimonial di questa mania pauperista (attori, cantanti, tycoon, etc), rinunciare al proprio stile di vita fatto di migliaia di galloni di kerosene. Gente comune ignara di cosa comporterebbe per loro quanto richiedono per ingenuità e incompetenza li segue come profeti, ma il loro obiettivo non è 'la salvezza del pianeta (?), è una improbabile 'povertà'

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  • ayler

    03 Dicembre 2019 - 07:47

    Ma allora d'emergenza climatica esiste?

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