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Non siamo a Pechino. Seconda parte

La politica italiana scopre improvvisamente che la Cina non è democratica

29 Novembre 2019 alle 21:30

Non siamo a Pechino. Seconda parte

Joshua Wong (foto LaPresse)

"Alcuni politici italiani” hanno fornito “una piattaforma per un separatista ‘pro indipendenza’ di Hong Kong” e avrebbero così “appoggiato la violenza e il crimine. Si è trattato di un grave errore e di un comportamento irresponsabile per cui siamo fortemente insoddisfatti ed esprimiamo la nostra più ferma opposizione”. Questo è il comunicato che ha diffuso oggi l’ambasciata cinese a Roma. I “politici italiani” sono accusati di aver partecipato a una conferenza che si è svolta giovedì al Senato e in...

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Redazione

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  • Giovanni

    30 Novembre 2019 - 11:18

    Solo degli sprovveduti se non proprio degli sciocchi potevano pensare che la Cina fosse un paese democratico. Oppure a molti politici italiani e non solo italiani faceva comodo crederci. Ad esempio l'Unione Europea, purtroppo fa finta di crederci. La Cina non solo non è un paese democratico ma è una delle più oscure dittature. Il popolo cinese che non è mai vissuto in una Cina democratica e che pertanto non ne sente la mancanza è già contento per il relativo benessere che sta vivendo. Altra cosa e Hong Kong. I giovani della ex colonia britannica sono nati e cresciuti in un paese democratico e ovviamente non tollerano la dittatura cinese. Purtroppo non hanno speranza se non quella di emigrare in Europa. Chi di loro rimarrà verrà, nel silenzio di tutto il mondo, sterminato. Io vorrei che l'UE decidesse di accogliere con procedura d'urgenza i giovani di Hong Kong che vogliono venire a vivere da noi.

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