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Il voto su Rousseau e il M5s in panne. “Di Maio è come Binotto con Vettel e Leclerc”

Claudio Cerasa a Otto e mezzo: il leader grillino, come il gruppo dirigente della Ferrari, crea conflitti nella squadra. Ma al di là dei voti, il Conte bis cadrà “per decomposizione spontanea”

22 Novembre 2019 alle 09:16

Secondo il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa dopo il voto di oggi su Rousseau Luigi Di Maio dovrebbe dimettersi: “È come Binotto che non ha saputo gestire i due piloti creando conflitti tra loro”. Ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, Cerasa spiega che il leader grillino “ha dimostrato di gestire il M5s più o meno come il gruppo dirigente della Ferrari ha governato i piloti nell'ultimo Gran Premio: cioè male, portando allo scontro e creando un problema tale da poter metter fuori gioco anche l'alleato del Movimento. Il dato interessante però è che con questo voto su Rousseau la classe dirigente del M5s ha capito che essere presenti può essere un danno per il paese, questo è un passo in avanti. L'idea di evitare elezioni è un segnale di intelligenza. Salvini però ha ragione quando dice che questo è un voto di sfiducia per Di Maio e un grosso problema per il governo. In realtà all'interno del M5s regna il caos: da due mesi non riescono a eleggere nemmeno il loro capogruppo. All'interno del governo non credo cambierà nulla se non che aumenta ancora la disgregazione dei grillini, il vero elemento di instabilità dell'esecutivo: c'è la crisi di Ilva e quella di Alitalia, ma ciò che preoccupa di più all'interno del Conte bis è l'incapacità di capire con chi bisogna parlare del M5s, chi lo governa davvero”. 

   
Ma “al di là dei voti, dell'Ilva, dell'Emilia-Romagna”, il governo Conte bis non cadrà per volontà di Zingaretti o Di Maio, dice Cerasa, ma “per decomposizione spontanea con lo spostamento di parlamentari in altri gruppi. Oggi l'esecutivo è un insieme di debolezze”.

 

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Novembre 2019 - 15:55

    Caro Claudio . Auguri sinceri per un'ottima riuscita culturale del convegno sull'ottimismo organizzato a Firenze dal Foglio.

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