Il voto su Rousseau e il M5s in panne. “Di Maio è come Binotto con Vettel e Leclerc”

Claudio Cerasa a Otto e mezzo: il leader grillino, come il gruppo dirigente della Ferrari, crea conflitti nella squadra. Ma al di là dei voti, il Conte bis cadrà “per decomposizione spontanea”

Claudio Cerasa

Secondo il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa dopo il voto di oggi su Rousseau Luigi Di Maio dovrebbe dimettersi: “È come Binotto che non ha saputo gestire i due piloti creando conflitti tra loro”. Ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, Cerasa spiega che il leader grillino “ha dimostrato di gestire il M5s più o meno come il gruppo dirigente della Ferrari ha governato i piloti nell'ultimo Gran Premio: cioè male, portando allo scontro e creando un problema tale da poter metter fuori gioco anche l'alleato del Movimento. Il dato interessante però è che con questo voto su Rousseau la classe dirigente del M5s ha capito che essere presenti può essere un danno per il paese, questo è un passo in avanti. L'idea di evitare elezioni è un segnale di intelligenza. Salvini però ha ragione quando dice che questo è un voto di sfiducia per Di Maio e un grosso problema per il governo. In realtà all'interno del M5s regna il caos: da due mesi non riescono a eleggere nemmeno il loro capogruppo. All'interno del governo non credo cambierà nulla se non che aumenta ancora la disgregazione dei grillini, il vero elemento di instabilità dell'esecutivo: c'è la crisi di Ilva e quella di Alitalia, ma ciò che preoccupa di più all'interno del Conte bis è l'incapacità di capire con chi bisogna parlare del M5s, chi lo governa davvero”. 

   
Ma “al di là dei voti, dell'Ilva, dell'Emilia-Romagna”, il governo Conte bis non cadrà per volontà di Zingaretti o Di Maio, dice Cerasa, ma “per decomposizione spontanea con lo spostamento di parlamentari in altri gruppi. Oggi l'esecutivo è un insieme di debolezze”.

 

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.