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Come sono le sardine?

Politologi ed esperti, bolognesi e no, all’assaggio del nuovo movimento spontaneo di Bologna

15 Novembre 2019 alle 20:45

Come sono le sardine?

Foto Facebook

Roma. “Quattro poveri cristi”. Così si sono definiti i ragazzi che, via Facebook, hanno convocato in pochi giorni la cosiddetta “piazza delle sardine” che giovedì sera, dopo aver gridato “Bologna non abbocca” e brandito pesci di carta, hanno cantato “Bella ciao” mentre Salvini faceva il suo comizio al PalaDozza. I quattro trentenni, scollegati dai partiti, rispondono al nome di Mattia Santori, esperto di mercati energetici, Roberto Morotti, ingegnere, Giulia Trappoloni, fisioterapista, e di Andrea Garreffa, guida turistica. Ma che piazza...

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Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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Commenti all'articolo

  • aldo.vanini

    20 Novembre 2019 - 13:08

    E se abbandonassimo questo compleeso dell'essere 'di sinistra', e ci sentissimo progressisti, moderni e democratici abche senza dover sempre commuoverci davanti alla maglietta del Che? Forse sarebbe più facile superare ossimori, contraddizioni e soprattutto ipocrisie tra quello che vogliamo essere e quello che siamo costretti a dire di essere... Il paradosso, poi, che da tanti anni a questa parte chi è, in qualche modo, veramente più prossimo all'idea di 'sinistra', con tutte le relative nostalgie e demagogie, busca briciole elettorali. A chi fine, quindi, questo inseguimento ipocrita?

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