L'agenzia delle entrate chiede oltre un milione al Pd di Roma

David Allegranti

“Molte questioni sono state decise come ancora esistesse il finanziamento pubblico”, dice Luigi Zanda all’assemblea romana

Roma. “Tu sei il Foglio? Sono Sibi Mani, presidente del Pd di Roma. L’ufficio di presidenza ha stabilito che i giornalisti non possono assistere all’assemblea di oggi”. Ore cinque e mezzo di pomeriggio, il cronista, giunto al terzo piano della sede del Pd al Largo del Nazareno e raggiunto dall’informazione di garanzia, si guarda attorno, non vede altri giornalisti e rilegge la convocazione del Pd per cercare di capire che cosa ci sia di tanto segreto.

 

Oltre alla segretissima “comunicazione del segretario” Andrea Casu in programma c’è “l’elezione del tesoriere” e soprattutto le temibili “varie ed eventuali” che in effetti meritano la secretazione d’urgenza. Il presidente annuncia un comunicato più tardi, ma come diciamo noialtri a Firenze “fresche l’òva”. Tanto più che un’ora più tardi, ma senza il cronista ormai tornato in redazione, l’assemblea programmata per le cinque e mezzo non è ancora iniziata. Motivo? E’ atteso l’arrivo di Luigi Zanda, il tesoriere della segreteria nazionale del Pd. Nel frattempo le domande si sprecano. Il segretario Casu che fa, si dimette o no? Bisogna attendere la direzione romana di domani per capirlo, ma intanto ci sarebbe l’intenzione di convocare un congresso anticipato in primavera (un lancio dell’Agi cita i nomi dei possibili candidati: Daniele Torquati, Maruzio Veloccia e Mario Ciarla, quest’ultimo segretario dei Ds di Roma, alla faccia del rinnovamento).

 

Il clima è teso da settimane. Nei giorni scorsi, Livio Ricciardelli, consigliere del I Municipio e membro della direzione romana del Pd, è intervenuto duramente sul Foglio chiedendo il passo indietro di Casu: “Vanno ribadite le dimissioni del segretario, che è scomparso e non si fa sentire. Non resiste nemmeno, prima quantomeno resisteva. Adesso non si sa nemmeno che cosa fa e se vuole passare a Italia viva. Il segretario non piace a nessuno, ma tutti hanno una certa ritrosia a chiedere le sue dimissioni. Il mio invito è: non abbiate paura di niente, svegliamoci prima del tempo. Io continuo a chiedere la dimissioni del segretario del Pd Roma da mesi. Spero faccia un passo indietro e si vada al più presto ad un nuovo congresso di rifondazione reale del partito in città”.

 

Toh, le sei e mezzo, l’assemblea comincia, e Casu annuncia che il problema principale del Pd di Roma adesso sono i quattrini. Il tesoriere Marcello De Sanctis si è dimesso, ha lasciato il Pd ed è passato a Italia viva. Sicché, c’è da eleggere un suo sostituto (sarà Claudio Mancini). In più il segretario sgancia la bomba: ai primi di ottobre è arrivata una cartella dalla agenzia delle entrate con una richiesta di riscossione di un milione 218 mila e 423,59 euro. Casu lo ripete due volte per essere sicuro che la gente abbia capito, dalla platea arrivano risate nervose. Zanda prende la parola e accenna alle cause della situazione disastrosa del Pd romano (ma anche il Pd nazionale non sta affatto bene, come sottolinea il senatore): “C’è una causa esterna, che è l’eliminazione del finanziamento pubblico, però questo non giustifica che molte questioni siano gestite come se ancora esistesse il finanziamento pubblico. Questo ha determinato degli sbilanci consistenti”, dice Zanda nel suo intervento precisando di essere lì solo come “iscritto al partito di Roma” e non come tesoriere, perché l’autonomia è sacra e va rispettata.

 

Zanda suggerisce di rateizzare il debito, ma per far questo serve un tesoriere che parli “con i creditori e con l’agenzia delle entrate”. A Claudio Mancini l’arduo compito. Molti auguri.

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  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.