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Per non essere scortese Conte ha messo l’intelligence al servizio di Trump

Il premier spiega quanto riferito al Copasir: “La nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli americani su questa estraneità e loro hanno riconosciuto che non hanno elementi di segno contrario”

23 Ottobre 2019 alle 20:39

Per non essere scortese Conte ha messo l’intelligence al servizio di Trump

foto LaPresse

Alla fine Giuseppe Conte ha fatto abbastanza chiarezza sugli incontri tenuti, su sua autorizzazione, dall’intelligence italiana con il ministro della Giustizia William Barr. Il punto più importante della conferenza stampa, dove il premier ha esposto per sommi capi quanto riferito al Copasir, è che “la nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli americani su questa estraneità e loro hanno riconosciuto che non hanno elementi di segno contrario”.   Cade così un pilastro fondamentale della teoria del complotto...

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Redazione

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  • branzanti

    23 Ottobre 2019 - 21:09

    Arridatece Craxi, che con gli Usa non calo' le braghe.

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