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Capire la grande scomposizione

Zingaretti con Conte. Grillo contro Di Maio. Renzi con Di Maio (e Salvini) contro Conte. Il Cav. contro il governo ma non contro Conte. Salvini contro gli estremisti ma anche con gli estremisti. Perché stavolta l’instabilità renderà il governo più stabile

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

22 Ottobre 2019 alle 06:17

Capire la grande scomposizione

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Quella che segue non è una tradizionale nota politica con cui provare a fare il punto dei complicati rapporti tra i partiti della maggioranza ma è un tentativo un po’ pazzo di entrare nella testa dei principali leader italiani e provare a spiegare il futuro della legislatura con un po’ di sana e robusta psico-politica. Non si può capire nulla su quello che ci aspetterà nei prossimi mesi senza provare a comprendere quali sono i sogni e quali gli incubi...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    22 Ottobre 2019 - 21:09

    la lega è ancora pompata dei voti, di coloro che aborrivano il grillismo più stolido, sorpresi dal voltafaccia di salvini nell'allearsi con di maio dopo le elelzioni, e che quindi hanno poi condiviso il non celato progetto di prevalenza dei verdi sui gialli; di coloro che non avevano più fiducia in FI, privato di personalità e di posizionamento (ah, la cecità di sgambettare il referendum); e che non trovavano nessuna attrattiva nel PD a trazione veterocomunista (ah, la cecità di sgambettare renzi col referendum). Se dal serbatorio-rifugio della lega escono i cattolici, i moderati, gli appartenenti agli strati produttivi, che a fatica si riconoscono nel ringhio populista antieuropeo, rimangono solo i rabbiosi congeniti -di cui non saprei stimare l'entità, visto che anche il successo dei grillini sta scemando. Renzi sta sugli zebedei a molti, soprattutto ai giornaloni, ma si è dimostrato un politico di ottima razza - un professionista, spregiudicato ma anzitutto professionista

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Ottobre 2019 - 19:07

    Al direttore - Capire la grande scomposizione. Bene. E quando, la prima avvenne nel 94, l’hai capita? Capisci che tutto si riduce al cambiare tutto purché non cambi nulla. Come successo nel 94. Silvio Berlusconi partì col sogno di “cambiare lo Stato in senso liberale” Io lo votai affascinato dal suo pensare l’impossibile, pur avvertendo a priori, che il sistema non l’avrebbe potuto permettere. Infatti. La stessa fine toccò a Renzi col No al referendum. Non abbiamo fatto passi in avanti. Perché? Perché, senza volerlo ammettere o non essendone coscienti, il sistema siamo noi tutti. Erro?

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  • kriszt49

    22 Ottobre 2019 - 18:06

    Caro Direttore, il terremoto politico dell’8 agosto è stato di una tale portata, che sta provocando un lungo periodo di scosse di assestamento. E’ vero, la debolezza di tutti garantisce un Governo stabile e duraturo e perfino l’“ora dobbiamo studiare” di Salvini è molto rassicurante. Kriszt49

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Ottobre 2019 - 17:05

    Al direttore – La ricostruzione e l’analisi sono vivaci, intriganti, ma solo se riferiti alla nostra miserella condizione di provinciali che non riescono ad uscire dai confini delle proprie fazioni casalinghe. È così da secoli. Sempre alla ricerca del “Papa straniero”

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