La retromarcia dei populisti

L'intervento del direttore Claudio Cerasa alla trasmissione Tagadà su La7: “Si sono resi conto che l'estremismo è un pericolo per la loro credibilità. In questo momento l'Italia è un modello di stabilità per tutta l'Europa”

Claudio Cerasa

È un momento veramente interessante e divertente. Negli ultimi giorni abbiamo visto, da una parte, Beppe Grillo che, davanti al militanti del M5s radunati a Napoli per festeggiare i dieci anni del Movimento, ha fatto il suo Vaffaday. E stavolta non contro i politici, ma contro gli elettori Cinque Stelle che si rifiutano di capire questa fase in cui c'è una convergenza con il Pd per cercare di far crescere il paese. Grillo ha insultato i suoi elettori e tutti battevano le mani. Mi ha ricordato la scena in cui Giorgio Napolitano, quando venne rieletto, accusava deputati e senatori di essere immobili e incapaci e loro applaudivano. Dall'altra parte c'è Salvini che sul Foglio ha rilasciato un'intervista incredibile in cui si è mostrato molto moderato sia sull'euro che sull'atlantismo. Insomma, c'è in Italia una fase in cui i populisti si sono resi conto che l'estremismo è un pericolo per la loro credibilità. Poi, come ogni cosa che non ha forma, verrà smentita e contraddetta. Ma in questo momento l'Italia è un modello di stabilità per tutta l'Europa.
  
 

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.