ESCLUSIVO. Ecco l'ultima foto di Mifsud, il professore al centro dei guai di Trump

Luciano Capone

01/10/2019

Torna d'attualità la vicenda dell'ex docente maltese della Link Campus University scomparso da due anni, uomo chiave del Russiagate. Il ministro della Giustizia americano Barr è venuto in Italia per raccogliere informazioni sull'origine dell'inchiesta

L’ultimo avvistamento risale al 21 maggio 2018, ormai un anno e mezzo fa, presso lo studio dei suoi avvocati a Zurigo. Di quella foto scattata da un iPhone dell'uomo chiave del Russiagate scomparso nel nulla aveva parlato l'Associated Press, senza però pubblicarla. Ora il Foglio è in grado di pubblicare in esclusiva l'immagine di Joseph Mifsud, il “Professore” secondo la definizione del procuratore speciale Robert Mueller da cui è partita l'inchiesta sul Russiagate, ovvero sulle interferenze dei russi nella campagna elettorale americana.

     

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Il nome del professore maltese, a lungo docente alla Link Campus di Roma – l'università dell'ex ministro Vincenzo Scotti e fucina della classe dirigente del M5s – torna al centro del caso internazionale: secondo quanto riportato dal New York Times e dal Washington Post, venerdì 27 settembre il ministro della Giustizia William Barr è stato spedito dal presidente Donald Trump in missione a Roma per parlare con funzionari del governo italiano. L'amministrazione Trump è impegnata a “indagare gli investigatori”, ovvero a raccogliere informazioni sull'origine dell'inchiesta di Mueller per screditare il lavoro del procuratore. Trump avrebbe fatto pressioni di questo tipo sul premier australiano Scott Morrison, probabilmente per verificare il coinvolgimento dell'ambasciatore australiano Alexander Downer (il primo ad avvisare l'intelligence americana delle manovre russe contro la Clinton), e adesso starebbe chiedendo collaborazione alle autorità italiane.

  

L'idea nel fronte trumpiano è che il Russiagate sia stato un “complotto” dei servizi segreti occidentali, in accordo con il “deep state” statunitense (la Cia), per creare prima delle elezioni presidenziali del 2016 uno scandalo (le connessioni con i russi) capace di far dimettere Trump nel caso fosse poi stato eletto. La teoria cospirazionista, portata avanti da George Papadopoulos, l'ex collaboratore della campagna elettorale di Trump condannato per aver mentito all'Fbi sui suoi contatti con i russi, è stata fatta propria dall'amministrazione.

  

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Non a caso secondo il WaPo il procuratore Barr era in Italia con John Durham, attorney del Connecticut, che per conto del Dipartimento di Giustizia sta indagando sulle attività dell'intelligence statunitense durante la campagna elettorale del 2016 per verificare se sono state “lecite e appropriate”.

   
E cosa c'entra l'Italia? Come detto, l'inchiesta parte da qui. Secondo l'indagine di Mueller è Joseph Mifsud, l'ex docente della Link Campus, colui che ha riferito all’allora consigliere della campagna elettorale di Trump, George Papadopoulos, che i russi erano in possesso di “migliaia di e-mail” imbarazzanti (“dirt”) su Hillary Clinton. Mifsud è il personaggio che poi ha messo in contatto Papadopoulos con figure nell’orbita di Vladimir Putin come Ivan Timofeev, esponente del Russian International Affairs Council, un think tank fondato dal Cremlino. Inoltre è proprio a Roma, alla Link Campus, che nel marzo 2016 Mifsud e Papadopoulos si incontrano per la prima volta.

 

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E quando l’anno dopo, il 31 ottobre 2017, le carte dell’inchiesta diventano di dominio pubblico Mifsud era proprio alla Link Campus – dove coordinava attività e rapporti con l’Università Lomonosov di Mosca – ma dal giorno successivo sparisce nel nulla.

   

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Inoltre, come appurato da un'inchiesta del Foglio, in questi anni di clandestinità, mentre era ricercato da mezzo mondo, Mifsud viveva nascosto a Roma in un appartamento pagato proprio dalla Link Campus attraverso una società controllata di cui peraltro Mifsud è socio.

 

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Da quando è scaduto il contratto di affitto, non si hanno più informazioni su Mifsud. “In difesa degli interessi del nostro cliente, abbiamo discusso con interlocutori chiave della Link University del fatto che si debbano fare avanti e testimoniare davanti agli investigatori americani”, dice al Foglio Stephan Roh, che è l'avvocato del docente maltese nonché socio della Link Campus (possiede il 5 per cento delle azioni). Ma dov'è adesso? “Sfortunatamente, il prof. Mifsud non contatta il nostro studio legale per motivi sconosciuti. Siamo stati informati che è in Italia, almeno fino a poco tempo fa”.