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Non raccontiamoci balle sul maggioritario

Il modello francese resta un sogno. Ma nell’attesa di renderlo possibile, l’Italia può lavorare a uno splendido proporzionale, che respinga l’estremismo nazionalista e non renda strutturale l’alleanza tra Pd e M5s. Appunti sullo stato di necessità

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

12 Settembre 2019 alle 06:22

Non raccontiamoci balle sul maggioritario

foto LaPresse

Tra le molte iniziative politiche promosse dal governo di svolta, ce n’è una particolarmente importante che nei prossimi mesi movimenterà il dibattito pubblico del nostro paese. Nel corso del suo discorso di insediamento, il presidente del Consiglio ha affermato di essere pronto a lavorare affinché si possa “avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale” e non c’è partito che non abbia già espresso una qualche indicazione relativamente alla sua legge dei sogni....

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • albertoxmura

    12 Settembre 2019 - 23:11

    Non c'è alcuna legge elettorale che possa rendere impossibile a un solo partito di avere la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari. E in un Paese dove il diritto di elettorato passivo è privo di alcuna regolamentazione di legge e dove l'assenza di vincolo di mandato è calpestata, ciò comporta la mancanza di un'adeguata distinzione tra il potere legislativo e il potere esecutivo, entrambi peraltro subordinati a chi detiene il controllo dei partiti. Se il capo di un solo partito diventa il premier di un governo che ha la maggioranza assoluta dei voti parlamentari, costui o costei ha davvero i "pieni poteri", si chiami Salvini o Di Maio o Zingaretti. Il vizio di fondo sta in quella che, a torto, è ritenuta la più bella Costituzione del mondo.

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  • Andrew

    12 Settembre 2019 - 23:11

    Esattamente tutto come poche settimane fa, con l’aggravante che un governo di sinistra statalista e assistenzialista, lo shock fiscale lo farà al contrario aumentando le tasse e la persecuzione della produzione della ricchezza e dell’intrapresa. Per queste ragioni, non mandare gli italiani al voto è stata un’ipocrisia totale, un opportunismo che purtroppo pagheremo, che peserà sul futuro dei giovani e degli anziani, di tutti quelli che sono senza lavoro, senza pensione in attesa dei 67 anni, per non dire dello sviluppo del Sud del Paese. In conclusione, pur di non far vincere il centrodestra si è non solo calpestata l’evidenza elettorale, la democrazia reale, ma si è preferito, ancora una volta, che a pagare le spese dell’ipocrisia della sinistra fossero il popolo e il Paese. Alla faccia del nuovo Umanesimo.

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    • Skybolt

      13 Settembre 2019 - 13:01

      Però alla RAI festeggiano.

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  • Carletto48

    12 Settembre 2019 - 21:09

    E perchè non respingere anche l'estremismo europeista che tanti soldi ha prodotto nelle tasche di pochi?

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  • Skybolt

    12 Settembre 2019 - 17:05

    Delle due l'una, o si fa una legge che rende impossibile la fusione di fatto tra PD e 5S o si CERCA di far fuori la Lega. Tertium non datur. Anzi, balle.

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