Passeggiate romane

Sala si muove come candidato premier. La telefonata Conte-Zingaretti? C'è stata

Il sindaco di Milano punta a essere il riferimento del progressismo del nord. Intanto il segretario ha deciso di cominciare a cambiare il suo Partito democratico

Il tour elettorale. Nicola Zingaretti ha deciso di cominciare a cambiare il suo Partito democratico. E la prima tappa per portare avanti questa operazione è l’assemblea nazionale fissata per sabato tredici luglio all’hotel Ergife di Roma. Sarà quella la sede per cominciare a discutere della riforma dello statuto del Pd. Due i punti fondamentali su cui il leader del Partito democratico ha focalizzato la sua attenzione. Il primo riguarda la modifica dell’automatismo tra la carica di segretario e il ruolo di candidato premier. Come è noto, questo è un tema a cui Zingaretti tiene molto e ne ha fatto oggetto anche della sua campagna per le primarie. Il secondo punto che secondo il presidente della regione Lazio andrebbe assolutamente modificato concerne invece le modalità con cui si svolge il congresso nazionale. Ad avviso di Zingaretti la macchina congressuale è troppo farraginosa e prevede tempi oltre modo lunghi. “Per fare questo congresso – è il suo ragionamento – abbiamo impiegato ben sette mesi perdendo troppo tempo utile”. Perciò sono allo studio dell’ex ministro ed ex candidato alla segreteria Maurizio Martina, che presiede la Commissione della riforma dello Statuto procedure più snelle e rapide.

 

Sorprese in vista. Ma l’assemblea del tredici luglio sarà anche l’occasione, per Nicola Zingaretti, di tentare di allargare il partito ad altri soggetti che non provengano direttamente dalla politica. E’ questo il senso della Costituente delle Idee che verrà lanciata all’Ergife. All’appuntamento perciò potrebbero esserci degli ospiti a sorpresa. Un modo per dimostrare che il Pd non vuole restare chiuso nei propri confini.

La telefonata c’è stata. Il presidente del Consiglio e il segretario del Partito democratico si sono sentiti al telefono prima che Giuseppe Conte atterrasse ad Osaka. E’ stato il premier a cercare Nicola Zingaretti, dopo che il leader del Pd, come in molti ricorderanno, gli aveva chiesto un confronto chiarificatore sul caso della Sea Watch. I due hanno concordato di risentirsi a breve. Giuseppe Conte, infatti, preferisce cominciare ad aprire un canale di comunicazione con l’opposizione, canale che finora era rimasto ermeticamente chiuso. Chissà che cosa ne penserà il Capitan Salvini quando verrà a saperlo.

Sala si muove. Finora Giuseppe Sala ha sempre smentito di avere intenzione di candidarsi a premier del centrosinistra ribadendo la sua volontà di candidarsi per la seconda volta a sindaco di Milano. Ma chi lo conosce bene si è convinto che in realtà il primo cittadino del capoluogo lombardo sia già alacremente al lavoro per mandare in porto questa ambiziosa operazione politica. Non è detto che questo accadrà, molto dipenderà anche dalle tempistiche dell’eventuale ritorno al voto. Ma a prescindere da quale saranno le geometrie future del centrosinistra – e da quali saranno i satelliti che andranno a ruotare attorno al Pd – più che fondare un nuovo partito il sindaco di Milano punta a essere il riferimento del progressismo del nord, contrapponendosi così anche a gli ex presidenti del consiglio avuti negli ultimi anni dal Pd.

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