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Il mini bluff del governo

Arriverà un’estate di campagna contro l’Europa e Partito democratico e Forza Italia hanno il dovere di trovare un vaccino

23 Giugno 2019 alle 06:15

Il mini bluff del governo

foto LaPresse

Sin dall’inizio di questo strambo governo noi sostenemmo che l’alleanza tra Salvini e Di Maio sarebbe durata cinque anni per il semplice fatto che i due avevano trovato, come si dice in gergo, l’America. Governare un paese di 60 milioni di abitanti con un semplice accordo tra due sole persone significava stipulare un patto di potere contro il quale qualunque incompatibilità politica si sarebbe miseramente infranta. E così è stato per tutti i dodici mesi in cui i due dioscuri hanno governato secondo il più classico tra i patti di potere, una legge a me ed una a te, mettendo a tacere un parlamento in larga parte inesperto per non dire altro. Uno dei due, il Di Maio, dedito spesso a minacciare prima il presidente della Repubblica poi i dirigenti del Tesoro e poi ancora l’Europa ed i suoi rappresentanti riempendo spesso di menzogne l’opinione pubblica (i ridicoli documenti segreti sull’Ilva inesistenti ad esempio) è giunto a perdere quasi la metà dei voti ma non si stacca da quel patto di potere a testimonianza del vecchio proverbio che spiega come per alcuni il comandare è molto più affascinante dell’amore.

 

La verità è ancora più semplice. Chi politicamente è pressoché nulla come Di Maio e il movimento di Grillo e Casaleggio, sa che perdendo il potere tutto franerebbe e così ci si attacca al governo come un’ostrica allo scoglio. L’altro, il Salvini, più furbo e più esperto e garantito anche da una presenza amministrativa importante inesistente nel partito di Di Maio, capisce che governare con una specie di maggiordomo (absit iniuria verbis) significa che lui detta e gli altri scrivono, compreso il presidente del Consiglio nonostante qualche sussulto di dignità negli ultimissimi tempi. La debolezza politica di questa maggioranza cementata dal potere di due persone è testimoniata poi dal fatto che la stessa non ha nessuno dei suoi uomini capace di ricoprire ruoli fondamentali in un governo come quelli del ministro dell’Economia, degli Esteri, della Difesa senza considerare il presidente del Consiglio. L’attuale debolezza politica del Pd e di Forza Italia favorisce il consenso alla maggioranza di governo, anche se a ruoli invariati rispetto a un anno fa, perché quanti coltivano speranze per un’Italia diversa e migliore si aggrappano a chi trasforma mediaticamente i desideri del popolo in impegni sicuri lasciando così intravedere l’isola che non c’è. Ma come si sa chi di speranze vive disperato muore. Ed infatti la crescita è a zero e lo stesso governo afferma nel suo documento finanziario che per i prossimi tre anni la crescita si fermerà allo 0,8 per cento, cioè poco più di niente; la disoccupazione sarà sempre al di sopra del 10 per cento, il debito aumenterà e la possibile crisi economica internazionale attrarrà sul nostro paese una tempesta perfetta con una crisi finanziaria devastante. La vera opposizione a questo governo, purtroppo, resta la realtà dei fatti che sono una cosa diversa da come ci vengono raccontati con accenti anche fiabeschi come i famosi minibot che non saranno mai pagati e non costituiranno mai debito. Nelle prossime settimane tutte le accuse saranno rivolte contro l’Europa matrigna che tra difetti e virtù da venti anni garantisce a famiglie e a imprese tassi di interesse bassissimi ed un mercato di quasi 500 milioni di persone senza le quali le nostre capacità di esportazione si ridurrebbero a vista d’occhio. Allo stesso tempo, si nasconde il severo giudizio dei mercati che devono ogni anno acquistare circa 400 miliardi di titoli del nostro debito pubblico. Il che fare è presto detto: un’alleanza nei fatti tra il Pd e Forza Italia contro le politiche devastanti di questo governo. I due partiti devono attivare per quanto possibile i corpi intermedi della nostra società i quali vedono ciò che la piazza virtuale non vede. Questi hanno più di una ragione nel mobilitarsi come hanno già cominciato a fare i sindacati mentre la libera stampa non deve far passare sotto silenzio strafalcioni legislativi e annunci roboanti per ciò che non avverrà mai. La credibilità è l’unica arma che hanno i governi dei pifferai, sommergerli di risate sbugiardandoli è l’unica strada in attesa che il sistema politico trovi una diversa e più solida quadratura.

Paolo Cirino Pomicino

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