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Conte “deciso nella sua indecisione” e l'Italia sul piano inclinato

“La vera partita da considerare è se dopo i ballottaggi Salvini deciderà di togliere ossigeno a questo governo”. Claudio Cerasa a Rai News

4 Giugno 2019 alle 16:08

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Nella sua conferenza stampa Conte “è stato deciso nella sua indecisione”, dice a Rai News il direttore del Foglio Claudio Cerasa. “Porre un ultimatum senza indicare una data è una dichiarazione di disperazione. Il presidente del Consiglio si trova in una situazione complicata perché dal 31 dicembre il governo è ostaggio di una campagna elettorale che ha bloccato e trasformato il governo gialloverde in un governo per gli affari correnti. D'altra parte, ciò che manca nella conferenza stampa di Conte è l'ammissione che il governo non si trova in questa posizione solo per i litigi tra i due azionisti di maggioranza ma perché in un anno risultati mediocri, l'Italia è più fragile e la maggioranza anche. Conte non è più il presidente di nessuno, ha rinnegato anche la sua vicinanza al M5s, ridimensionato alle urne, mentre la Lega oggi lo vede come un presidente custode di un contratto in qualche modo messo in discussione dal voto alle Europee”.

 

Rimpasto di governo? “Qualcosina si dovrà fare”, risponde Cerasa, “anche perché c'è un viceministro alle Infrastrutture che si è dimesso. Ma la vera partita da considerare è se dopo i ballottaggi Salvini deciderà di togliere ossigeno a questo governo. Ancora non lo fa, un po' perché aspetta i risultati dei ballottaggi ma forse anche perché il leader della Lega ha interesse a vivere in una condizione in cui comanda ma non governa, è il dominus ma non è responsabile, anzi è letteralmente irresponsabile. Per lo meno oggi sappiamo che anche Conte riconosce la crisi del non governo”.

 

Agenda però è scottante: autonomia, Tav, flat tax. Riusciranno lega e M5s a trovare una sintesi? “Molto è ancora da vedere. C'è però un elemento interessante nella dialettica feroce tra Lega e M5s: il punto considerato cruciale da Salvini, che da giorni ripete che sarà la vera prova di forza nel governo, è lo shock fiscale che lui identifica nella flat tax. Anche il M5s crede sia una riforma importante da fare, tanto da averla inserita nel contratto. In realtà Salvini pone al centro della scena un tema non del tutto incompatibile con questo governo”. 

 

Si aspetta la manovra economica e la decisione di Bruxelles sulla procedura infrazione all'Italia, Conte non vuole mettere la firma e dice ci parlo io con l'Europa. “Questo è il passaggio più significativo della goffa ma tragica e tenace conferenza di Conte. L'Italia ha problemi gravi, riconosciuti, e rivolgendosi al governo e ai parlamentari (si riferiva a Borghi e Bagnai, immagino) il presidente del Consiglio ha fatto un appello a evitare che nei momenti cruciali ci siano dichiarazioni che possano lasciare intendere che la maggioranza non vuole essere responsabile sul tema della finanza pubblica. Il 5 giugno non credo arriverà una decisione netta da parte della Commissione europea ma gli investitori osservano un'Italia con molti fattori di rischio economico. La nostra condizione è come quella di una pallina su un piano inclinato: sta iniziando a scendere e bisogna capire che va fermata in tempo”.

 

“Conte è insieme un premier che cerca di far valere sua forza e la sua presunta indipendenza e un premier che mostra tutta sua fragilità e impotenza politica. le questioni affrontate in conferenza stampa di solito si risolvono a tu per tu, in una stanza. così invece Conte ha manifestato tutta la sua difficoltà personale nel mettere insieme i pezzi di un governo in frantimi. È un indice significativo, mostra una difficoltà oggettiva”.

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