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Come leader Di Maio è finito

Il commento del direttore Claudio Cerasa ad Agorà: “I grillini hanno perso 6 milioni di voti in un anno”

27 Maggio 2019 alle 11:13

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Ospite della trasmissione Agorà il direttore Claudio Cerasa ha commentato i risultati delle elezioni Europee: “Se vogliamo osservare la cornice europea, i paesi dove il sovranismo si afferma sono tre: Italia, Francia e Regno Unito. Nel resto d'Europa vanno molto bene i partiti europeisti alcuni, come liberali e verdi, vanno meglio del passato, ma il caso anomalo è l'Italia. Sia per l'affluenza, una delle più basse d'Europa, sia perché c'è un partito, la Lega, che ha fatto un exploit incredibile. Dal punto di vista politico questi dati ci dicono che le elezioni sono state un referendum più sul grillismo che sulla Lega. Il M5s ha perso, nel giro di 14 mesi, la bellezza di 17 punti percentuali. Il Pd ha guadagnato circa 3 punti rispetto alle elezioni del 2018 quindi è quasi un miglioramento fisiologico, un'illusione ottica che sia andato molto bene perché sono i 5 Stelle che sono crollati. Il dato impressionante è quello della Lega cui ne va aggiunto un altro: il 40 per cento che è la somma dei voti del Carroccio e di Fratelli d'Italia. Questi dati, quindi, ci dicono che: Di Maio è finito come leader e gli elettori hanno votato Lega non per premiare il governo ma per sottolineare l'esigenza, disperata, di un'alternativa. E con questi numeri è francamente impensabile che un leader con la testa sulle spalle possa pensare di far proseguire questa esperienza di governo”. 

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  • vekkto

    27 Maggio 2019 - 14:02

    Continuo a pensare che un mondo è quello che pensate e riflettete voi dei giornali e della TV e un mondo è quello che vive la realtà quotidiana. Finché non bevete al bar con la gente comune o non parlate nei cantieri, con le mamme fuori dalle scuole o con quelli che escono dalle fabbriche e dagli uffici non potete raccontare la politica.

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  • carlo.trinchi

    27 Maggio 2019 - 14:02

    La ‘gggente ha dato il voto a chi arrivava prima sul problema migranti, sicurezza e l’illusione che vi sia qualcuno che prende decisioni. Le magliette e i giacconi servono altro che cazzi. Berlusconi è al canto del cigno ma con Berlusconi non dormi mai tranquillo. La Meloni è una parentesi di frasi fatte. Zingaretti fa i conti della serva e finche’ chiacchiera con i Fratoianni e frattaglie varie resterà in platea credendo di parlare dal palco. Grillo che suona i canti gregoriani, da bravo Heloim deve tornare nel gan eden e riclonare l’adam a sua immagine ilare e claunesca, (vedi Di Battista), perché l’adam Di Maio fu un aborto, ha fallito, è morto e sepolto ed anche se va al capezzale del mercatone uno è solo un cadavere che parla. Che fare? Urge un partito di centro e basta, che parli alla gggggente partendo dal cervello ma pure al cuore, ai polmoni e giù giù fino alla pancia e alle palle. Le etichette sono finite. Contano i fatti.

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  • Giovanni Attinà

    27 Maggio 2019 - 12:12

    Non sono di simpatie grlline e nemmeno leghisti. Quello che trovo strano riguarda la posizione dei tanti politici di partiti e partitini delle opposizioni proprio contro i grillini, come se fossero i nemici da abbattere, con Salvini che raccoglie i frutti. Sono curioso di vedere gli sviluppi.

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    • luiga

      27 Maggio 2019 - 13:01

      mah vedere come si possa manipolare la gente con principi che non valgono neanche per un condominio e mettere in mano il paese a chi non ha tto neanche fatto quello è stato pericoloso. Pericolosa è stata anche da parte della sinistra la sottovalutazione della reazione direi ancestrale all'invasione non voluta, non esiste in natura e neanche antropoligicamente. Se si convincono di questo anche la Lega rientra nell'alveo storico del nord laborioso sfruttato dalle cicale del sud.

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  • guido.valota

    27 Maggio 2019 - 11:11

    Prosegue il silenzio assordante degli statisti 5$. Forse i casalineggesi non hanno lasciato ordini ai sottoposti prima di imbarcarsi a Pescara.

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