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Dietro il rosario niente. Il flop di Salvini e Di Maio sulla famiglia

Claudio Cerasa

Occuparsi di demografia non è da estremisti ma da riformisti. Quando lo capirà l'opposizione? 

Al direttore - Salvini agita il rosario, si affida ai santi e al cuore immacolato di Maria, e i cattolici si spaccano, c’è chi è infastidito e chi esaltato. Molti, tra quelli che hanno partecipato alle manifestazioni a piazza San Giovanni e al Circo Massimo contro le unioni civili, e tra i pro life presenti al Congresso di Verona, si infiammano al gesto del Capitano, e finiscono per chiudere gli occhi di fronte alle sue evidenti contraddizioni. Alle invocazioni e alla sbandierata devozione mariana infatti non seguono le opere: il ministro non ha fatto nulla per fermare quei sindaci che legittimano l’utero in affitto registrando illegalmente i figli nati da questa pratica, non si sta facendo nulla per impedire un caso Lambert in Italia, cambiando la legge sul testamento biologico ed evitando una sentenza della Consulta che apra decisamente sul suicidio assistito; nulla è stato fatto contro l’introduzione di un farmaco, la triptorelina, con cui si manipola pesantemente il corpo degli adolescenti incerti sulla propria identità sessuale, e si potrebbe continuare a lungo. Salvini insiste con l’apertura dei casini e considera la compravendita del corpo femminile cosa normale, anzi lo definisce “fare l’amore”; del sostegno alle famiglie non ha mai parlato, finché furbescamente del tema non se n’è appropriato Di Maio. Alle dichiarazioni non seguono i fatti, dunque, ma anche le dichiarazioni non combaciano con l’esibizione della fede cristiana. La sera stessa della manifestazione di Milano, Salvini su Sky ha ribadito che l’aborto è un intoccabile diritto della donna, che deve essere sempre libera di ricorrervi, cosa del resto sostenuta anche poco prima di farsi applaudire dai pro life riuniti a Verona, e che ha ripetuto in varie occasioni. A questo punto, pensiamo anche noi che serva la protezione di qualche santo. Ricordiamo però, che Salvini non è il primo a invocare pubblicamente la madre di Gesù: lo fece più volte anche Angelino Alfano, che affidò l’Ncd alla protezione della Madonna. Ma, anche allora, i fatti non seguirono le dichiarazioni, l’Ncd votò a favore delle unioni civili, e non sembra che l’appello a Maria abbia funzionato.

Eugenia Roccella, Carlo Giovanardi

  

Salvini, così come Di Maio, non sta facendo nulla e non ha fatto nulla per dimostrare di avere a cuore il futuro delle famiglie (se non arrivare a quattro giorni dalle europee senza avere una strategia diversa dall’attaccare il ministro dell’Economia per non aver trovato le coperture sufficienti per approvare il decreto famiglie). Ma fino a quando l'opposizione non capirà in modo chiaro che occuparsi di famiglie e di demografia è un tema da riformisti (e non da estremisti) la maggioranza di governo continuerà a indisturbata a dare l’impressione di essere l’unica parte politica ad avere cuore il futuro delle famiglie. Il tema è sempre lì: Salvini e Di Maio cominceranno a precipitare nei consensi quando sarà chiaro che esiste un’alternativa.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.