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La svolta moderata del M5s è una favola

La nuova strategia mediatica dei grillini, la tenuta del governo, gli striscioni e i selfie del dissenso. L'intervento di Claudio Cerasa a Tagadà 

16 Maggio 2019 alle 16:12

La svolta moderata del M5s, la tenuta della coalizione, gli striscioni e i selfie del dissenso. Ospite di Tagadà, il direttore del Foglio traccia un quadro sul futuro delle forze di governo e di quelle di opposizione intervistato da Tiziana Panella. 

    

"Il M5s è un partito tecnicamente eversivo, che è contro la democrazia rappresentativa e contro alcuni principi cardine della Costituzione. Ora i cinque stelle stanno cercando di portare avanti una svolta mediatica moderata, ma è per opportunismo, per contrapposizione a Salvini. Ci vuole molta fantasia a immaginare come moderato un partito che nasce da un vaffa".

  

       

Il ruggito del coniglio populista

I populismi cuor di leone che a colpi di rivoluzione avrebbero dovuto rivoltare l’Italia hanno fatto danni con le parole ma nei momenti chiave hanno deciso di non scassare tutto. Perché il dopo europee si può capire solo con il bluff del coraggio salviniano

  

"Il collante di questo governo è il potere e la data chiave è la prossima primavera, quando verranno ridiscussi e rinominati i vertici delle grandi aziende pubbliche. Per questo Lega e M5s troveranno il modo di andare avanti anche dopo le europee, a meno di risultati pazzeschi del Carroccio: le asticelle sono due e stanno al 30 e al 35 per cento, Salvini sarà portato a rompere e rischiare solo nel secondo caso".

    

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    16 Maggio 2019 - 16:04

    Bene a Tagadà. Il collante del potere, ha le gambe corte senza una visione comune, come era presente nella prima repubblica. Nel 1948 gli interessi dei moderati e della Chiesa, coincisero. La regoletta di Yalta fece il resto e, concertando e consociando la partitocrazia fino al 91 resse. Ma strada facendo aveva costruito sulla sabbia del carpe diem settoriale, i pilastri politici, amministrativi, sociali che la caduta del Muro e Tangentopoli, fecero crollare. Caro direttore, tutto si tiene. Oggi annaspiamo, ci rifugiamo nel rumore delle parole. Auspichiamoci che siano sufficienti a mettere fuori gioco la Casaleggio&Co. Ma gli ingredienti sono quelli che sono: provengono dal tutto si tiene. Speriamo che me la cavo.

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