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Il cambiamento è l’immobilismo

Il guaio di un governo che trasforma la non scelta in una forma di credibilità

5 Aprile 2019 alle 06:03

Il cambiamento è l’immobilismo

Foto LaPresse

In che modo i risultati delle elezioni europee metteranno in discussione il precario equilibrio del governo è difficile da prevedere, ma sembra che a giugno arriverà il momento della verità per la coalizione gialloverde. Per capire basta considerare le voci secondo cui, dopo il voto, Giovanni Tria potrebbe lasciare a un leghista il ministero dell’Economia. Nel frattempo il ministro resta ostaggio, immobile, della campagna elettorale e come lui vari dossier. Lo dimostra la latitanza dell’esecutivo sul gasdotto Poseidon, tratto finale...

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Redazione

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