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“L'Italia non può diventare strumento dell’egemonia cinese”. Parla il vicepresidente del Copasir

La posizione sul Venezuela, i rapporti dei servizi sulla colonizzazione predatoria, e altre “coincidenze” pechinesi nel governo

Salvatore Merlo

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merlo@ilfoglio.it

15 Marzo 2019 alle 06:16

“L'Italia non può diventare strumento dell’egemonia cinese”. Parla il vicepresidente del Copasir

Adolfo Urso (foto LaPresse)

Roma. Nel 2001 Adolfo Urso, allora viceministro al Commercio estero, era al Wto quando si decise l’ingresso della Cina. “E in passato ho fatto moltissimo per spiegare l’importanza della Cina alle aziende italiane. Ma la Cina non è più il paese di vent’anni fa. Oggi i cinesi sono politicamente aggressivi e sono economicamente competitivi. Inoltre la Cina sta costituendo un blocco di alleanze alternativo al blocco Atlantico di cui noi abbiamo sempre fatto parte. E’ proprio cambiata la postura dello...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    15 Marzo 2019 - 13:01

    In questa surreale vicenda si muove un triangolo amoroso più da sceneggiata napoletana che da teatro goldoniano. I tre protagonisti, nessuno dei quali incontra il mio favore, sono gli Usa, la Cina ed il nostro "governo" e così vediamo l'amministrazione americana, che giudica l"Europa il principale nemico, rivolgere corrispondenze d'amorosi sensi all'Italia per rompere il fronte, in una schizofrenica alternanza con minacce di esclusione dell'intelligence e di dazi, sanzioni (Iran) e raddoppi dei costi di basi strategicamente obsolete. Il nostro gov vorrebbe accettarele corrispondenze, ma è molto diviso ed al suo interno predomina una concezione di base antiamericana e poi con la Cina si fanno affari notevoli (poi si paga il prezzo). La Cina si frega le mani ed aspetta di iniziare una nuova fase coloniale. Tre protagonisti uno solo scaltro indovinate quale.

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    • Chichibio

      15 Marzo 2019 - 15:03

      In proposito il Presidente Mattarella nutre fiducia (come Facta il giorno prima della marcia su Roma).

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  • ancian99

    15 Marzo 2019 - 11:11

    I pericoli e i danni non sono stati presi in considerazione; in Italia, si pensa con faciloneria e superficialità, si spera , così, di risolvere i problemi economici, come, ad esempio, le infrastrutture, la produzione industriale, le banche, senza prevedere il pericolo maggiore, quello di un'invasione di prodotti cinesi a basso costo che saranno aggressivamente competitivi sul mercato italiano. Inoltre, il made-in-Italy sarà di dominio cinese e potrà essere soggetto a manipolazioni o a contraffazioni. A ciò si aggiunge la minaccia di un inglobamento dell'Italia, come paese-ponte, in una gigantesca alleanza asiatica, in contrapposizione a quella Atlantica.

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  • eleonid

    15 Marzo 2019 - 08:08

    Se le cose stanno così , dove pensano di portare l'Italia i nuovi governanti? Si dice che abbiamo alcuni dei migliori brevetti al mondo.Quali sono? E perché non li sfruttiamo noi? Si tratta di brevetti militari? Allora siamo messi più che male! Perché venderli e poi ritrovarci sotto tiro dalle stesse armi che noi abbiamo contribuire a realizzare è come tagliare i coglioni per fare un dispetto alla moglie ed oggi anche al compagno.

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