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Zanda ci spiega perché M5s e Lega sfogliano la democrazia come un carciofo

Le forze di maggioranza vogliono introdurre la democrazia diretta, che sostanzialmente prevede l’impero del web. Il che, tradotto nella situazione italiana, significa governo della Casaleggio Associati

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allegranti@ilfoglio.it

9 Febbraio 2019 alle 06:00

Zanda ci spiega perché M5s e Lega sfogliano la democrazia come un carciofo

Luigi Zanda (foto LaPresse)

Roma. Il senatore Luigi Zanda, in aula a Palazzo Madama, qualche giorno fa l’ha definita la strategia del carciofo. Una foglia dopo l’altra, il governo felpastellato vuole indebolire la democrazia rappresentativa. Pezzo dopo pezzo, appunto. “In atto ci sono due misure ostili al Parlamento”, dice al Foglio. “Una è il referendum propositivo, attualmente in discussione alla Camera, l’altra è la riduzione dei parlamentari, in discussione al Senato. C’è poi l’impegno sottoscritto nel contratto di governo per inserire il vincolo di...

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David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. Scrive anche su Vanity Fair. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto quattro libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Su Twitter è @davidallegranti.

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Commenti all'articolo

  • Medicaid

    09 Febbraio 2019 - 10:10

    Ma guarda un pò! Risulta che Zanda sia andato a Damasco? A suo tempo quando Renzi dichiarò la sua contrarietà al governo con i cinque stelle furiosamente chiese che se ne andasse dal Partito Democratico. Benvenuto senatore, Lei dimostra che la resipiscenza è sempre possibile, per quello che serve, ormai.

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  • eleonid

    09 Febbraio 2019 - 08:08

    L'onorevole è un po' in ritardo . Non so se riuscirà a buttare giù il castello come ha contribuito a fare con quello che stava costruendo Renzi. Che aveva si delle similitudini ,ma almeno aveva dietro un partito tradizionale ,che viste le teste calde degli italiani, era una garanzia a derive populistiche che oggi più di ieri sembrano prendere una brutta piega.

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