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Alla Camera tra i leghisti che di fronte a Tria temono di fare la fine di Renzi

Il ministro addormenta i deputati, poi però li sveglia parlando di opere pubbliche e scatena rivolte e risate. Il gap con la realtà

7 Febbraio 2019 alle 21:27

Alla Camera tra i leghisti che di fronte a Tria temono di fare la fine di Renzi

Foto LaPresse

Roma. A Montecitorio Giovanni Tria prende la parola in un’Aula che sprigiona un gelo da ufficio contabile, una noia di cancelleria provinciale infestata dalle mosche. I deputati di maggioranza e opposizione se ne stanno ripiegati sullo schermo del cellulare, dell’iPad, qualcuno guarda video di gattini su Facebook, mentre il ministro dell’Economia relaziona sulla situazione italiana e dice che “non c’è nessuna recessione: solo una battuta d’arresto”. Ma questo è il palco. Poi forse c’è la realtà. La Commissione europea ha...

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Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    07 Febbraio 2019 - 21:09

    ...ha detto bene. La Polverini.-

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