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Lo schiaffo di Roberto Fico a Claudio Borghi

Il presidente della Camera stralcia dalla Manovra alcune disposizioni inserite in Commissione: “I presidenti di Commissione devono dichiarare inammissibili gli emendamenti estranei all’oggetto proprio della legge”

6 Dicembre 2018 alle 15:18

Lo schiaffo di Roberto Fico a Claudio Borghi

Roberto Fico (foto Imagoeconomica)

La legge di Bilancio che in discussione nell'Aula della Camera è la stessa approvata in Commissione? Nient’affatto. Il presidente della Camera Roberto Fico ha infatti deciso – in maniera piuttosto irrituale – di stralciare alcune disposizioni inserite dai deputati (della maggioranza) con due emendamenti approvati in commissione. Si tratta della riforma del codice civile in materia di donazioni (commi da 327 a 329 del nuovo testo) e delle modifiche recate alla regolamentazione in materia di società titolari dell’esercizio di farmacie private.

   

 

  

Le prime erano state inserite a seguito di un emendamento (il numero 43.05) della deputata leghista Maura Tomasi. Le seconde da un subemendamento (0.41.029.7) del pentastellato Giorgio Trizzino ad un emendamento del Governo (41.028). Quest’ultima misura era una “salva - farmacisti”. Prevedeva infatti che il 51% del capitale sociale e dei diritti di voto delle società che gestiscono farmacie private dovesse essere detenuto da farmacisti iscritti all’albo.

 

Il “capo” di Montecitorio, pure lui eletto coi Cinque Stelle, ha però ritenuto che queste norme fossero estranee alla materia propria della legge di Bilancio “in quanto di carattere evidentemente ordinamentale” e conseguentemente le ha espunte dal testo. Quelle stesse misure stralciate dal presidente della Camera erano state però ritenute ammissibili dal presidente della Commissione Bilancio, l’economista leghista Claudio Borghi. Qualcuno ha interpretato come un frecciatina la prima frase del suo intervento in Aula con la quale ha ricordato come “l’articolo 121, comma 5 del regolamento, prevede che i presidenti di Commissione debbano dichiarare inammissibili gli emendamenti estranei all’oggetto proprio della legge di Bilancio...”.

 

E infatti oggi non è passata inosservata l'assenza di Borghi in Commissione Bilancio. Dopo l'avvio della discussione in Aula il testo è stato rinviato in Commissione per la correzione o soppressione di 18 commi (privi di coperture) e l'esame dell'emendamento presentato da Renato Brunetta (Forza Italia) sui fondi per Radio Radicale che, nonostante i pareri favorevoli di governo e relatori su una successiva riformulazione, era stato accantonato ma non votato. Il presidente non ha partecipato ai lavori.  Qualcuno ha ipotizzato proprio per una presunta irritazione nei confronti di Roberto Fico. Ma il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha smentito la ricostruzione tagliando corto: “Era assente per motivi personali, oggi infatti ci sarà”.

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    06 Dicembre 2018 - 18:06

    Dilemma: ruggito del topo, o squittio del leone?

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    06 Dicembre 2018 - 15:03

    Fico per caso si è perso l'emendamento Ischia per il decreto Genova? Perché quello non risulta che sia mai stato stralciato dal solerte presidente. Ma evidentemente a proporlo erano stati i Fichissimi...

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