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Movimenti di truppe nel Pd

Renziani quasi al "rompete le righe" e big che tentennano. Chi sale e chi scende per la segreteria 

20 Novembre 2018 alle 06:00

Movimenti di truppe nel Pd

Marco Minniti all'assemblea nazionale del Pd. Foto LaPresse

Le truppe renziane non sono certo al “rompete le righe” ma poco ci manca. Graziano Delrio, nonostante la maggior parte dei deputati del gruppo che lui presiede stiano firmando un appello per Minniti, ha chiesto di farsi intervistare da Repubblica per spingere Martina a scendere in campo. Già, perché il segretario uscente non ha affatto deciso il da farsi. I sondaggi gli consigliano grande cautela ma sia Delrio sia Orfini lo strattonano perché senza di lui non saprebbero come schierarsi. Lui però continua a fare resistenza, anche se il capogruppo del Pd alla Camera ieri pomeriggio è tornato alla carica.

  

Anche Orfini si sta acconciando, e se Martina si tirasse indietro per lui sarebbe veramente un problema, per questo insieme a Delrio tira la giacca al segretario.

  

Matteo Renzi invece sembra lontano da tutto ciò. Sembra. E’ chiaro. Perché poi un po’ di interesse per quello che sta succedendo c’è. “Ragazzi, io non posso seguire il Congresso sennò finisce nel solito referendum ‘contro di me o per me’ però voi datevi da fare per fare eleggere Minniti”.

  

Zingaretti intanto sta stringendo accordi con tutti i capicorrente locali. Gli manca però Vincenzo De Luca che si è buttato ventre a terra alla conquista di voti per Minniti. Ci ha provato ma “don Enzo” è stato inflessibile: io sto con Marco e non mi muovo di qua.

  

Leu, o, meglio, quel che resta della sinistra fuori dal Pd, è riuscita a spaccarsi anche su Zingaretti e Minniti. Nico Stumpo e qualche altro “realista” tifano per il candidato più forte, cioè Minniti, ma Bersani e gli altri tergiversano.

  

E Massimo D’Alema? “A me tutti quelli fanno un po’ schifo”, è solito dire l’ex premier quando parla dei “cugini” (?) del Pd. E comunque, aggiunge, “non potrei mai stare dove sta Renzi”. Difficile, perciò, che faccia pace con Minniti.

   

Ma c’è un altro ex Ds di eccellenza che non ha ancora deciso con chi schierarsi. E’ Walter Veltroni. Tutti lo davano con Zingaretti perché due terzi del Pd romano sta col governatore del Lazio. Lui però è molto cauto. E non dimentica che ai tempi della sua segreteria Minniti “è stato un vero amico e un uomo leale”.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    20 Novembre 2018 - 20:08

    Renzi tenta la sorte, la tua ultima spiaggia e, se va male, addio. Lascia il PD e prova a volare. Dopo tanti fallimenti non si sa mai. Restare e appoggiare Minniti o litigare con Gentiloni a che serve se non ad avvizzirsi su se stessi e sparire? La sinistra come la conoscevamo è finita e la vediamo sotto mentite spoglie con i 5S come pure nella destra che non è la fascista dei manganelli e dell’olio di ricino. Macron il francese si è arenato e da pessimo capitano ha perso la rotta. Tu Renzi potresti essere quello che raccoglie la sfida europea, rimette al centro l’economia e provi da dove avevi detto di iniziare. Gli errori non basta riconoscrli ed elencarli, bisogna anche prenderne le contromisure e risolverli facendoli propri. Il PD sarà solo parole, cogressi e noia, tanta noia. Per te Renzi o il Rubicone o Rignano.

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  • giantrombetta

    20 Novembre 2018 - 11:11

    Scusate, ma tutto questo non vi fa un po’ pena? Oltre a destare fondatissime preoccupazioni sulle sorti del partito che fino a ieri ha guidato il governo del paese. Con quale classe dirigente lo si capisce meglio ora seguendo le vicende precongressuali. Il già Royal Baby che si proponeva di riformare addirittura l’Italia e non solo il suo partito diserta l’assemblea precongressuale e si ritira in tinello “per non alimentare polemiche” ? Ma prima riorganizza Leopolde con rullare di tamburi mediatici. Per fare che, di grazia? Per appoggiare di nascosto ed in segreto la candidatura di Minniti che ha appena proclamato di non essere ne’ di voler essere “renziano”? Dite che le cosidette truppe renziane sarebbero sul punto di rompere le righe. Ma quali righe, di grazia? Quelle su un foglio bianco? Dicono basta con un uomo al comando, meglio tutti, ovvero nessuno, al comando. Poi tutti a frignare sulla nave che va alla deriva....

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