Del Bono (Pd) ci spiega perché la sinistra è ipocrita sull'immigrazione

David Allegranti

Il decreto Sicurezza di Salvini? Neanche quello funziona, dice il sindaco di Brescia, perché aumenta la presenza di irregolari

Roma. Dice Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, che il decreto sicurezza del governo Lega-Cinque stelle non funziona, perché rischia di aumentare la presenza di irregolari sui territori. Prima una premessa, che serve a “spoliticizzare” il dibattito: “La sicurezza – dice al Foglio – non è un tema né di destra né di sinistra, deve essere politicamente neutro”. Quindi, dice Del Bono, “dobbiamo essere anzitutto meno ipocriti, opposizione compresa. I flussi migratori sono di due tipi, uno economico, l’altro da asilo politico. Averli gestiti indirizzando tutte le richieste dei migranti economici verso l’asilo politico ha prodotto il risultato sotto gli occhi di tutti, e cioè che la stragrande maggioranza delle richieste d’asilo non potrà essere accolta perché non ci sono i requisiti. Un paese serio dovrebbe, invece, cominciare a disciplinare il flusso regolare gestendolo per quote, per provenienze e domanda. Questo eliminerebbe una parte del problema. Non farà scomparire la clandestinità però la ridurrebbe. Per questo dico che dobbiamo cominciare eliminando l’ipocrisia”. Ipocrisia “nostra”, dice Del Bono riferendosi al Pd, ma anche di Matteo Salvini. “Perché c’è dell’ipocrisia anche in quello che dice e che fa il ministro dell’Interno. A fronte di un alto numero di respingimenti per l’asilo politico, il decreto sicurezza stringe sui titoli per permanere nel nostro Paese. Di conseguenza sarà inevitabile la crescita del numero di clandestini sui nostri territori. E diventando clandestini, queste persone non potranno lavorare né avere un luogo dove abitare. Anche perché chi dà un lavoro e una casa ad un clandestino rischia di essere indagato se non condannato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. E qui, dice Del Bono, si verifica il cortocircuito di chi vorrebbe usare il pugno duro senza però porsi il problema delle conseguenze.

    

“Queste persone, diventate clandestine e dunque senza casa né lavoro, dovrebbero essere espulse. Il problema è che le convenzioni bilaterali con i paesi di provenienza sono pochissime e da quando c’è questo governo non c’è stato alcun incremento nel numero di convenzioni, quindi quasi nessuno viene espulso”. In fondo la questione è molto semplice, se uno la affronta “pragmaticamente e non ideologicamente”, dice Del Bono: “Uno o è regolare o è irregolare. Così il governo invece crea una terza figura: il clandestino che non può essere espulso”. E un tema del genere “non viene messo all’ordine del giorno da nessuno, per ipocrisia”. “Eppure il tema sicurezza non può essere eluso. Se i clandestini escono dalla strutture che li ospitano, se non hanno casa, cibo e acqua, vengono spinti verso la criminalità e la delinquenza. Il risultato è più insicurezza, non meno”. Del Bono invita costantemente ad avere un approccio “più pragmatico, meno ideologico: se aumentano i clandestini, ma non aumentano le espulsioni, e i dati ci dicono che le espulsioni non stanno aumentando, allora c’è un grande problema”. Il sindaco di Brescia insiste molto sulla spoliticizzazione del tema sicurezza. “Non c’entrano destra o sinistra, è la precondizione della vita civile. Dovrebbe essere neutro dal punto di vista dell’orientamento politico. Che io debba essere tutelato nella mia integrità fisica, che non debba essere derubato o altro è di una banalità imbarazzante”. Quindi, insiste Del Bono, non ha molto senso chiudere anche gli Sprar se poi non si trovano soluzioni alternative. Il rischio in futuro sarà quello di vedere sul territorio persone obbligate a delinquere. E’ un tema prioritario e un partito serio non può non metterlo all’ordine del giorno”. E anche per questo il sindaco di Brescia assiste un po’ con distacco al congresso del Pd. Chi voterà? “Non ho ancora capito chi si candida… Certamente sceglierò. Non dobbiamo dimenticare che le persone sono più interessate a questi problemi che non agli equilibri degli organigrammi”.

  

Comunque, concede Del Bono, nel decreto sicurezza “ci sono anche elementi positivi, non tutto è da buttare nel cestino. Una certa stretta contro l’inciviltà urbana, una certa attenzione a chiudere gli spazi a coloro che vengono nel nostro paese se pregiudicati. Per esempio, penso che sia giusto che chi viene colto in flagranza di reato a spacciare non abbia titolo per richiedere l’asilo politico. E’ su tutto il resto che mi preoccupo. Chiudere gli Sprar, ridurre i titoli di presenza sul territorio nazionale produrrà ‘fantasmi’, ma questi fantasmi ci porteranno seri problemi di sicurezza. Dormiranno in luoghi approssimativi, vivranno di espedienti. Penso che questo tema vada affrontato urgentemente e riguardi qualunque sindaco di qualunque colore politico”.

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  • David Allegranti
  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.