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Per il M5s il garantismo è sempre un gargarismo

Claudio Cerasa

La scoperta dei grillini dell’articolo 27 della Costituzione, per il quale “ogni imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”

Al direttore - Leggo sul blog delle stelle a proposito di Virginia Raggi questo post del Movimento 5 stelle: “Da innocente, l’hanno condannata mediaticamente, ricoperta di false accuse e insulti imbarazzanti. Oggi, dopo l’assoluzione, dove sono le scuse di quei giornali che invece di occuparsi dei dettagli del processo, hanno provato a influenzare negativamente l’opinione pubblica? Invece di raccontare i fatti, hanno fatto per due anni e senza mai una tregua pressioni, sfornato articoli con retroscena raccapriccianti, ridicoli e falsi. E questa la chiamano informazione? Questa è squallore, menzogna!”. Come era la storia del bue che dice cornuto all’asino?

Luca Meffi

  

Nella ridicola grammatica grillina il garantismo è sempre un gargarismo e l’articolo 27 della Costituzione, “ogni imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, può essere regolarmente dimenticato, e sfregiato, a condizione che l’indagato non sia iscritto alla piattaforma Rousseau. E ora fatece Tarzan.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.