Gli sgomberi che alimentano l’emergenza
Il caso Baobab: così la politica di Salvini contraddice le intenzioni di Salvini
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13 NOV 18

Roma, scatta lo sgombero del centro Baobab che ospita centinaia di migranti (foto LaPresse)
Volendoci sforzare, com’è doveroso, di non dubitare della buona fede del governo, bisogna dire che la guerra all’accoglienza a tutti i costi ha un evidente effetto collaterale: quello, cioè, di alimentare un’emergenza che pure si dice di voler risolvere. L’ultimo episodio di questa politica dello sgombero – sgombero selettivo, peraltro, visto che gli abusivi di CasaPound restano tranquillamente nella loro sede – è avvenuto martedì mattina al piazzale Maslax, a Roma, dov’è stato smantellato il presidio umanitario di Baobab che ospitava circa 140 migranti. Il tutto, a poche centinaia di metri dalla stazione Tiburtina: di fronte alla quale le nuove reclute di giovani romani della Lega, con metodi finora propri dei militanti di estrema destra, organizzano da settimane sit-in contro il presunto aumento dei casi di stupro legato alla presenza di stranieri che bivaccano nel quartiere.
Baobab da oltre due anni offre un rifugio ai migranti: lo fa in una condizione di degrado che una capitale europea non dovrebbe accettare, nel senso che dovrebbe invece cercare di istituzionalizzare, e regolarizzare, iniziative del genere. E invece Salvini, d’intesa con Virginia Raggi, opta per lo sgombero: rapido e brutale, forse anche in virtù di un’altra emergenza, quella legata ai primi cedimenti della Lega nei sondaggi.
Il risultato sarà forse la rimozione di tende e baracche dal piazzale Maslax ma anche, e sicuramente, la presenza di qualche decina di migranti in più in giro per le strade di Roma, a partire da oggi, visto che il Campidoglio fa fatica a trovare strutture dignitose e gli eventuali rimpatri non avverranno di certo nel giro di qualche giorno. E insomma Salvini, nel dichiarato tentativo di combattere l’emergenza migranti, rischia nei fatti di esacerbarla. Eterogenesi dei fini, a voler essere buoni.