Sui giovani d'oggi Fatuzzo non ci scatarra su

Il leader del partito dei pensionati è intervento in Aula per lodare quei ragazzi romani che gli cedono il posto a sedere sui mezzi pubblici
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16 OCT 18
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Foto Imagoeconomica

“Non devo lamentarmi di nulla”. Carlo Fatuzzo, deputato di Forza Italia e leader del Partito dei pensionati, dedica un intervento in Aula ai giovani che gli cedono il posto a sedere sui mezzi pubblici e, in particolare, sul trenino “che da Ostia porta alla Piramide”.
Il parlamentare settantaquattrenne nato a Genova ed eletto in Lombardia ha chiesto la parola per un intervento “di fine seduta”, la sera tardi del 10 ottobre, pronunciando un intervento a braccio che gli stenografi hanno - opportunamente - titolato così: “Intervento di fine seduta sul comportamento civile dei giovani romani”. “C’è chi ha la correttezza di far sedere una donna giovane o anziana o in gravidanza”, dice, citando, in chiusura, Antonello Venditti. Ecco l’integrale.
“Signor Presidente, sono lieto di prendere la parola quest’oggi. Non devo lamentarmi di nulla; anzi, esprimo la mia grande soddisfazione per il comportamento di molti giovani romani. Io tutte le mattine prendo il trenino che da Ostia porta alla Piramide, poi la metropolitana e poi a piedi, col cavallo di San Francesco. Ebbene, già da tempo avevo notato che molti giovani, appena si libera un posto, mi invitano a sedermi. La cosa si è ripetuta, anche stamattina. Per cui io trovo questo un comportamento esemplare. Pensavo che non ci fosse più alcuno capace di questo. Certo, al momento ho detto: questa volta sono proprio un pensionato, legittimamente rappresentante del Partito Pensionati; evidentemente appare le physique du rôle dell’anziano e del pensionato. Però la cosa che mi ha fatto più piacere è stata proprio vedere come tra la gioventù di oggi ci siano dei comportamenti che si pensava fossero tramontati. Invece esiste ancora la correttezza di far sedere una donna giovane o anziana, una donna in maternità e anche un pensionato anziano. Per cui esprimo la mia soddisfazione, e dico, anche se non canto: grazie Roma, nel senso di tutti i romani, non solo i romanisti naturalmente. Grazie Roma, come cantava Venditti”.