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Torino ha fatto Chiarachiri

Occasioni perse, sindaca senza autonomia e in preda ai “non so, non sapevo” Così l’ex capitale d’Italia è finita nell’ombra dei benecomunisti a cinque stelle

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allegranti@ilfoglio.it

20 Settembre 2018 alle 06:00

Chiara Appendino

Chiara Appendino durante la discussione su dossier olimpico di Torino in consiglio comunale (LaPresse)

Le Olimpiadi, peraltro sgradite a parte del gruppo del M5s, sono solo l’ultimo episodio di una lunga serie di occasioni perse L’ottimismo sulla sindaca di Torino è sempre abbondato. Persino gli avversari del Pd, almeno all’inizio, notavano la possibile vicinanza di Chiara Appendino a un certo spirito delle prime Leopolde. “Poteva essere una di noi”, diceva un paio d’anni fa un renziano autorevole. E in effetti, vista la parabola, Appendino si sta rivelando proprio “una di loro”. Molto è stato...

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    20 Settembre 2018 - 11:11

    Quando Appendino chiede chiarezza non è chiara è molto vaga .E' il tipico linguaggio grillesco senza mai un vero contenuto concettuale .Io userei parole pesanti contro questa filosofia del pensiero yoga .

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