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L'urgenza della lingua di fuoco

Senza una nuova energia spirituale, combinata con l’ironia, il sarcasmo e la prosa di una società secolarizzata, senza fuoco linguistico il mugugno di stato lo terremo per un tempo troppo lungo. Cosa manca per ribellarsi al nuovo animus nazionale

10 Agosto 2018 alle 06:00

L'urgenza della lingua di fuoco

The Course of Empire, di Thomas Cole

Quello che serve è “la lingua di fuoco”. Provo a spiegarmi. Questo governo non è un governo. Certo, è un esecutivo fondato su una coalizione parlamentare di maggioranza, ma esprime qualcosa di più, è un fenomeno e il riflesso di un fenomeno. Le radici della svolta del 4 marzo scorso sono italiane e mondiali. Il conflitto sulla società aperta, concetto forse vago e confuso, ma chiaro alla luce del suo opposto, la società chiusa, il risentimento contro un minimo di...

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Commenti all'articolo

  • angelo.quaroni

    10 Agosto 2018 - 20:08

    Grande!

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  • giantrombetta

    10 Agosto 2018 - 09:09

    Che dire, carissimo Giuliano, se non complimenti ammirati che sottintendono un impegno a non rassegnarsi!? Pavese scrisse “”Scenderemo nel gorgo/ muti” e poi si suicido’. Noi che nel gorgo ci rifiutiamo di scendere muti non possiamo che invocar la grazia di una lingua di fuoco, e nell’attesa comunque arrangiarci con quella che abbiamo per combattere questa che Ungaretti avrebbe definito Allegria di naufragi, con tutta la tragica ironia di cui era capace. Coraggio, foglianti e non! Gianfranco Trombetta

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    • Skybolt

      10 Agosto 2018 - 10:10

      Si, però, Strawinski è a un passo.....

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