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Essere neutrali oggi significa aver deciso da che parte stare

Una ragione per essere ottimisti dinnanzi al Fronte Unico dell’Estremismo

10 Agosto 2018 alle 06:00

Essere neutrali oggi significa aver deciso da che parte stare

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

O di qua o di là. In un passaggio del suo meraviglioso “Candido”, facendo dialogare il protagonista del libro con l’amico Cacambo, Voltaire, come molti ricorderanno, definisce l’essere ottimisti come la smania di sostenere che tutto va bene anche quando si sta male. L’insegnamento di Voltaire ci suggerisce dunque di non esagerare con l’ottimismo, specie in una fase storica in cui essere difensori dell’ottimismo è pericoloso quasi quanto essere a favore dei vaccini.

 

Eppure, nonostante la cupezza prodotta dalla losca cultura del regime sfascista, il governo più pericoloso mai avuto dall’Italia dal Dopoguerra a oggi, giorno dopo giorno, sta involontariamente offrendo agli ottimisti una ragione per non essere pessimisti rispetto al futuro. Sfortunatamente, la ragione dell’ottimismo non riguarda la possibilità di avere uno sguardo allegro e spensierato sul destino della nostra economia, ma riguarda qualcosa di più sottile e forse persino di più importante: la progressiva affermazione della società della scelta.

 

Il tema è importante e anche se spesso sembra sfuggire a coloro che dovrebbero rappresentare l’opposizione alla politica estremista non si può negare che la combinazione perfetta tra due culture anti sistema perfettamente simmetriche stia aiutando il nostro paese a scegliere da che parte stare su numerosi temi intorno ai quali in troppi avevano deciso per molto tempo di non stare da nessuna parte.

 

La questione dei vaccini è forse quella più clamorosa e anche grazie alle follie del governo gialloverde oggi non è più possibile balbettare, fischiettare, fare finta di nulla e avere una comoda posizione terzista: o si è a favore dei vaccini, e si sceglie così di impegnarsi per fare di tutto affinché anche i bambini più deboli siano protetti, oppure no (e non ribellarsi a chi permette di andare a scuola senza essere vaccinati, caro presidente Conte, è non ribellarsi a chi vuole mettere in pericolo la vita dei bambini più deboli). Il ragionamento vale quando si parla di vaccini ma vale anche quando si parla di altri temi. E se vogliamo, il vero merito di Salvini e Di Maio è quello di aver costretto il nostro paese a scegliere da che parte stare quando si parla di euro, quando si parla di Europa, quando si parla di Nato, quando si parla di flessibilità, quando si parla di protezionismo, quando si parla di immigrazione, quando si parla di democrazia, quando si parla di collocazione dell’Italia nel mondo.

 

Una forza politica capace di esprimere con chiarezza una visione alternativa a quella di governo ancora non c’è, o quantomeno non è matura. Ma il governo estremista, in fondo, ha già avuto sulla nostra mente un effetto di cui prima o poi tutti ci renderemo conto: eliminare il pigro approccio terzista di fronte ai temi che segnano l’identità di un paese e sostituire il “sì però” e il “ma il problema è un altro” con una posizione chiara. Voltaire forse ci criticherebbe per essere troppo ottimisti, ma non vogliamo credere che, in una fase storica dominata da politici incapaci di governare le proprie pulsioni estremistiche, ci sia qualcuno che abbia ancora il coraggio di non scegliere da che parte stare.

 

L’arrivo di Trump in America ha coinciso con uno stress test sulle virtù della globalizzazione. La vittoria della Brexit ha coinciso con uno stress test sulle virtù dell’Europa. Il rischio di uscita dall’euro da parte della Grecia ha coinciso con uno stress test sulle virtù della moneta unica. La vittoria italiana del FUE (il Fronte Unico dell’Estremismo) coinciderà sempre di più con uno stress test sui presunti benefici delle politiche votate alla chiusura. O si sta di qua o si sta di là (come hanno capito magnificamente i presidi italiani che si sono mobilitati per ribellarsi contro le pulsioni no vax del governo). Con la consapevolezza che mai come oggi non scegliere da che parte stare di fronte all’estremismo non significa essere neutrali, ma significa aver fatto una scelta precisa: quella di rinunciare a combattere una truce cultura sfascista che oltre a giocare con il futuro dell’economia ha scelto di giocare anche con il futuro dei nostri figli. Voi da che parte state?

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Commenti all'articolo

  • martini54

    10 Agosto 2018 - 18:06

    Complimenti, Direttore. Mi auguro che nel suo giro per l'Italia ci sia anche lo spazio di presentare il libro "Abbasso i tolleranti" anche a Valdagno.

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  • carlo.trinchi

    10 Agosto 2018 - 18:06

    Primo punto un partito. Serve un partito o movimento che raccolga le istanze espresse nell’articolo. Elencarle si ma non basta. Poi c’è l’Europa che vedo assente o chiusa a riccio, dove chi governa i singoli paesi sta depapuerando tutte le istanze che avevano riaperto ad una fiducia per non essere stritolati dai mercati e dagli imperi che ancora non lo hanno fatto. Ed ancora la Germania, muta e assente come se i fatti del mondo non la interessassero e attendesse momenti a lei favorevoli. Utopia. Macron chiuso a riccio un disastro. Noi, nella parte dove stare, dovremmo riprendere il processo unificatore sia interno per non deflagare, sia verso i partners europei in fase di stallo o in difficoltà sulle scelte europee accantonate per i ritorni nazionalistici. Questo è l’immenso lavoro che va ripreso partendo da dove il direttore ha indicato di cominciare a muoverci. Viste le prove date da chi ci sta governando il tempo di guardare è finito prima di una fine alla turca o similare.

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    • Skybolt

      10 Agosto 2018 - 18:06

      Non se ne adombri, egregio, ma l'attacco del suo commento sembra gli scritti di qualche hegeliano di sinistra tedesco alla vigilia del '48.. sa quelli di cui parla Marx nell'ideologia Tedesca.

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      • carlo.trinchi

        10 Agosto 2018 - 19:07

        Caro Skybolt nessun attacco a nessuno. Lo vede lei e non so dove. Concordo con l’articolo e cerco solo di dire che senza Europa siamo fritti e lo dico da sempre. Saluti.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Agosto 2018 - 15:03

    Al direttore . Agosto, parola mia non ti conosco. “Figura retorica: qualsiasi artificio nel discorso o applicato ad un lemma, volto a creare un particolare effetto.” Popolo sovrano è ossimoro retorico. Come, silenzio assordante. Come l’uomo neutrale. Tre cose inesistenti. Allora? Non vedo, non sento, non parlo? Impossibile: sarebbe come pretendere che le tartarughe marine volassero come gli sparvieri. Ergo: benvenuta retorica.

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  • lorenzolodigiani

    10 Agosto 2018 - 11:11

    Caro Cerasa, ha ragione. Non si deve eccedere in ottimismo . I ragazzi iniziano ad usare la moderazione per autodifendersi . Prenda i tanto vituperati 80 euro. Hanno immaginato le reazioni e si guarderanno bene dall’eliminarli. Magari anche l’obbligo per i vaccini diventera’ meno flessibile. Lo spirito di conservazione non ha smesso di esistere.

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