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La Lega capirà presto che per governare serve un centrodestra unito

Con Tajani, con un partito che si rinnova dal basso, sosterremo una causa comune, nostra, personale: la causa di una politica fondata sulla ragione

15 Luglio 2018 alle 06:20

La Lega capirà presto che per governare serve un centrodestra unito

Antonio Tajani (foto LaPresse)

Al direttore - Quella di Antonio Tajani a Vicepresidente è una nomina dal valore positivo, ha ragione il Foglio, di cui Forza Italia sentiva l’esigenza per ripartire e ritrovarsi intorno a una figura autorevole e di alta statura politica, di esperienza e capacità, che sapientemente, ancora una volta, il presidente Berlusconi ha saputo individuare. Interpretare il futuro dopo aver fatto la storia politica ed economica del paese per 20 anni non è cosa semplice, non cadiamo nella banalità di chi vede in Forza Italia il vecchio e nel Movimento 5 Stelle il nuovo. Quello che Berlusconi ha fondato nel 1994 non è solo un partito, ma un contenitore di valori e identità, liberali e riformiste, che solo Forza Italia sa interpretare, non la Lega in autonomia, tantomeno il 5 Stelle. Ma veniamo a questa alleanza giallo-verde: innaturale nel metodo e nei contenuti, nelle intenzioni e nei risultati che vuole ottenere, nelle ricette da proporre e nelle risposte da dare ai cittadini.

 

Finita la luna di miele si ripartirà da quel progetto mai abbandonato: un centrodestra unito e di governo, capace di vincere sul territorio e di essere realtà politica maggioritaria nel paese. Forza Italia rappresenta una proposta differente alla Lega, che integra un programma e un progetto comune e realista. A questo puntiamo, tesi verso un futuro che ci ritroverà protagonisti, senza distogliere lo sguardo dalle esperienze che hanno costruito la coscienza politica, e anche, ahinoi, la rabbia e il malcontento del paese. C’è una parte eccitante in tutto questo e si chiama consenso. Quel consenso che democraticamente ti legittima, ti dà la spinta a fare bene e meglio, che ti dice di rialzarti quando cadi e non vedi possibilità. Eppure, nella meritocrazia, nell’identità di valori liberali e cattolici, rivedo me stesso, il mio partito e la strada che ha intrapreso. Andreotti diceva “In politica i tempi del sole e della pioggia sono rapidamente cangianti”, perché è importante conoscere la meta, sicuramente, ma anche da dove si parte: il percorso di costruzione non si fa alla cieca ma sulla base dei valori che incarni. E noi di Forza Italia sappiamo dove vogliamo andare e da quale tessuto ideologico, sociale, produttivo e culturale proveniamo, magari ci vorrà più tempo, il tragitto sarà più incidentato, ma vedrà basi solide non crollare con il passare dei cicli politici.

 

I grillini possono dire lo stesso? Essere apolitici-avoloriali-apartitici cosa comporta? Strategie e ricette frenate perché si ha paura delle conseguenze politiche sul proprio elettorato, al quale hanno promesso e devono poi mantenere? Vuol dire riforma Fornero più Flat Tax più Reddito di cittadinanza con coperture incerte? Suvvia. Un minimo di buon senso. Con Tajani, con un partito che si rinnova dal basso, sosterremo una causa comune, nostra, personale: la causa di una politica fondata sulla ragione, sull’onestà intellettuale di non mentire al proprio elettorato per un voto in più, una politica che spieghi le proprie ragioni che dava per scontate, una politica che sappia realizzare, che si sappia guardare allo specchio e dire “ho mantenuto le promesse, poche, semplici, oneste, per provare a sferzare una crescita economica che stenta a decollare”. Credo in fin dei conti che se hai un bagaglio di idee e valori, come nel caso di FI, puoi plasmare, ricostruire, creare rimanendo fedele al proprio percorso storico, ai quei risultati concreti e reali ottenuti in più di nove anni dai governi Berlusconi. Se non ne hai, come nel caso del m5s, l’apoliticità e l’assenza di basi ideologiche funzionerà in tempi di opposizione urlata, ma non di amministrazione e di governo. E se non si governa non si attua alcun tipo di “cambiamento”. Non urleremo ai moralisti distruggendo e accusando, ma neanche resteremo seduti ad aspettare che qualcuno, al posto nostro, faccia le cose giuste. Per questo ci stiamo costruendo altezze con basi solide, risponderemo con i fatti, punto su punto. E’ un momento difficile? Ne abbiamo visti di peggiori e siamo ancora qui. E’ la democrazia bellezza, e si combatte per essa.

 

Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia

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Commenti all'articolo

  • p.ascari

    16 Luglio 2018 - 12:12

    In questa lettera c'è la prova provata del fallimento di Berlusconi di dare vita ad un partito e una classe dirigente degna di questo nome. Uno legge e di fronte alla rivendicazione di "risultati concreti e reali ottenuti in più di nove anni dai governi Berlusconi" si chiede se sta sognando o se sia un troll, un provocatore. E si chiede anche perché un giornale abbia ritenuto di dover pubblicare la lettera di un marziano.

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  • parodip

    15 Luglio 2018 - 12:12

    Caro Cattaneo, questa è l'ipotesi virtuosa: la schifezza gaillo-verde implode e si va alle elezioni. Un CD unito vince ed a lsuo interno si chiariscono i ruoli e - MAGARI! - anche gli equilibri, con una FI che ritrova la voglia e la capacità di vincere. Salvini cura i suoi hobbies: negher, sicurezza, legittima difesa, etc. e lascia a quelli un po' più competenti di lui la gestione dell'Economia, togliendosi dai piedi i suoi "economisti" ivi compreso il pericoloso Savona. Poi ci mettiamo anche che la rottura della maggioranza dà alla parte decente del PD il coraggio di creare un nuovo partito simil-macroniano con cui il CD possa profcuamente dialogare e lasciando il resto del PD al suo destino, che è poi il pratico assorbimento da parte dei 5S, con la mediazione di Camusso e Landini. Il problema di questa prospettiva è uno solo: troppo bella per poter essere vera. Ma sperare costa poco e fa bene alcuore.Chissà mai...

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  • Giovanni Attinà

    15 Luglio 2018 - 12:12

    Anche se non sono di Forza Italia, non mi pare che il rilancio di Forza Italia possa passare con il rapporto con la Lega. Le posizioni dei due partiti sono distanti con un'alleanza di centrodestra che vive per le poltrone, ma non certo per le idee e ni programmi.

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