La sede dell'Istat (Foto La Presse)

Istat attenti

Redazione

Perché è inquietante lo strattone grillino all’indipendenza della statistica

Lunedì il ministero dell’Economia e delle Finanze ha diramato un breve comunicato sull’incontro tra la sottosegretaria grillina Laura Castelli e il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, che recitava così: “L’on. Laura Castelli ha incontrato oggi il Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, per fare il punto sul processo di innovazione portato avanti dall’istituto e sulla sinergia necessaria da mettere in atto con la politica per il raggiungimento degli obiettivi del contratto di governo”. Il comunicato ha allarmato molti economisti e osservatori che l’hanno visto come un attacco all’indipendenza dell’istituto di statistica nazionale, che dovrebbe svolgere il suo lavoro in maniera neutrale e oggettiva e non cercando “sinergie” con la politica addirittura per scopi politici (“il raggiungimento degli obiettivi del contratto di governo”).

 

I precedenti sono numerosi e per nulla incoraggianti. Si va dall’Argentina dei coniugi Kirchner che ha sottomesso l’Indec in modo da manipolare sistematicamente i dati sull’inflazione galoppante, alla Turchia e all’India (anche se in questo caso le pressioni sono più sulle Banche centrali). In Europa c’è il caso clamoroso in Grecia di Andreas Georgiou, l’ex presidente dell’Elstat (l’ente statistico ellenico), condannato come traditore della patria per aver svelato all’Europa e al mondo che il suo governo (e i suoi predecessori) avevano truccato i conti pubblici per anni. Dopo le polemiche, la sottosegretaria Castelli ha fatto un tweet in cui scrive che “sinergia significa un rapporto trasparente e di collaborazione” che però non precisa nulla. Come per tante altre cose di questo governo, anche questo breve comunicato non si capisce bene se esprima superficialità o pulsioni autoritarie. O magari entrambe.

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