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Lega e M5s hanno un piano B al governo Conte

I giallo-verdi già pensano a come modificare la legge elettorale, Forza Italia e Pd non sanno che fare

5 Giugno 2018 alle 06:00

Luigi Di Maio e Matteo Salvini al Quirinale. Giuramento del governo Conte

Luigi Di Maio e Matteo Salvini al Quirinale. Giuramento del governo Conte (foto LaPresse)

Lo chiamano il “piano B” di Matteo Salvini e ha già suscitato non poche apprensioni dentro Forza Italia e Partito democratico perché prevede il ricorso anticipato alle urne nel 2019. E’ una sorta di via d’uscita nel caso in cui strada facendo si capisca che non si riuscirà a fare quanto promesso dalla Lega in campagna elettorale. In sostanza, se non si riuscirà a fare la flat tax che a detta degli stessi esponenti del Carroccio è destinata a slittare quanto meno al 2020. Il piano B prevede che prima di andare alle elezioni si sigli un accordo con i grillini in vista di questo appuntamento. Un accordo per la modifica della legge elettorale. Una sola modifica onde evitare di rimettere mano a tutto il Rosatellum perdendo tempo. Un solo semplice aggiustamento: il premio di maggioranza andrebbe alla lista che ottiene il maggior numero di voti. In questo caso grillini e leghisti andrebbero alle urne separati e se la giocherebbero in quella tenzone elettorale. Forza Italia è preoccupata, perché si rende conto che in questo modo rischierebbe il definitivo prosciugamento di voti da parte della Lega, che si presenterebbe per conto suo. Il Partito democratico è in ansia perché si rende conto che sarà difficile riuscire a mettere in un unico listone gli alleati delle ultime elezioni politiche (Lorenzin e Bonino) e i futuribili alleati come quella parte di Liberi e uguali che vuole tornare a collaborare con il Pd. Una legge del genere favorirebbe solo due partiti: Lega e 5 stelle. Per questa ragione c’è gran fermento nei palazzi della politica.

  

Ma un piano B prevede ovviamente che ci sia anche un piano A. Cioè quello di continuare la legislatura e di tenere in vita il governo Conte. Ma c’è un però. In questo caso grillini e leghisti userebbero le elezioni europee per chiedere agli italiani l’assenso a violare i parametri di Mastricht e a non assoggettarsi ai vincoli e alle regole della Ue. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, infatti, è questo l’unico modo per poter fare sia la riforma Fornero che il reddito di cittadinanza e la flat tax per le famiglie. E anche questo preoccupa Forza Italia è Partito democratico. Infatti una campagna elettorale impostata in questo modo rischia di risultare vincente e di lasciare pochi margini di manovra a Pd e Fi.

   

Comunque per il Partito democratico e per Forza Italia è sempre meglio il piano A del piano B. E lo stesso vale per Matteo Renzi, che sembra aver abbandonato l’idea di lottare dentro il Pd per mantenerne il controllo. L’ex premier e i suoi sostenitori si rendono conto che con il passare del tempo è sempre più difficile fare argine a Gentiloni, Franceschini, Orlando e Zingaretti. Anche l’idea di utilizzare la carta Calenda sembra in questo momento piuttosto difficile da realizzare. Perciò tra i renziani si fa sempre più strada la convinzione che occorra creare un nuovo soggetto politico da lanciare alla Leopolda. E’ vero che il capo non ha ancora preso una decisione definitiva ma chi ci ha parlato in questi giorni si è sentito ripetere sempre le stesse parole: ormai mi sento lontano dal Pd.

   

Nel frattempo, passato il primo entusiasmo dovuto alla presa del potere, tra i grillini si stanno affacciando dei dubbi sull’alleanza con la Lega. Il timore è quello di venire fagocitati da Salvini. Le prese di posizione del ministro dell’Interno sui migranti stanno mettendo in imbarazzo l’ala del Movimento 5 stelle che fa capo al presidente della Camera Roberto Fico e in molti lì dentro si chiedono che cosa succederà quando riprenderanno gli sbarchi in Italia.

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Commenti all'articolo

  • NoMercy

    05 Giugno 2018 - 11:11

    Il Piano-B può essere opportunità per il PD (o come si chiamerà in quel momento). L'auspicio è che con un leader all'altezza ed in grado di raccogliere consenso ampio soprattutto fra quelli spaventati dal duo-delle-meraviglie (da valutare quanti danni e figuracce avranno già fatto per quel tempo) un 35% non sia un obiettivo irraggiungibile. Insomma, ci saranno rimasti un 35% di Italiani sani di mente?

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