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Salvini e Di Maio respingono l'appello di Mattarella: “Al voto”

Sia il leader della Lega che quello del M5s dicono no a un “governo neutrale”. Forza Italia, però, allontana l'ipotesi di elezioni in estate 

7 Maggio 2018 alle 20:02

Immigrazione e disoccupazione, così Lega e M5s si sono spartiti l'Italia

Luigi Di Maio e Matteo Salvini (fotomontaggio Enrico Cicchetti)

Nemmeno il tempo di partire e il “governo neutrale” di Sergio Mattarella sembra già destinato ad una morte prematura. Sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini, infatti, attraverso i social network, ribadiscono la propria linea: niente esecutivi di servizio, subito al voto. A luglio.

 

 

 

Più moderata, all'interno della coalizione di centrodestra, la posizione di Forza Italia. Con il capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini che allontana l'ipotesi di un voto estivo: “Abbiamo ascoltato con attenzione e rispetto le parole del presidente della Repubblica. Forza Italia, che è rispettosa del voto degli italiani e si riconosce nel centrodestra unito, valuterà all'interno della coalizione le posizioni da assumere. Siamo pronti come sempre in ogni momento al voto, ma riteniamo che il voto in estate non sia il più adatto per garantire la partecipazione, come sottolineato anche dal presidente Mattarella”.

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  • ancian99

    08 Maggio 2018 - 00:12

    Ho sempre rilevato sin dal'inizio di questa caotica serie di inutili consultazioni che non tengono conto delle politiche da adottare e delle serie decisioni da prendere in ambito sia nazionale sia internazionale, una sostanziale incapacità e impreparazione politica nonchè una assoluta ignoranza delle questioni da affrontare sullo scacchiere internazionale. Purtroppo il voto del 4 marzo è stato un voto di protesta espresso dalla massa popolare che non ha nessuna conoscenza né di problemi politici né di serie questioni economiche e si è affidata a dei leaders di partiti che dovrebbero iniziare un processo di formazione nelle aule universitarie e poi , attraverso un lungo, faticoso apprendimento dell'arte di far politica, operare in consessi internazionali, mediante una valida preparazione diplomatica. Questa è l'unica via per far restare l'Italia, come Stato e come nazione, almeno in ambito europeo.

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