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Di Maio: "Chiedo uno sforzo al Pd per un accordo di governo al rialzo"

Il M5S si dice disponibile a un tavolo con il partito democratico. "Se si torna al voto ne usciamo rafforzati" 

26 Aprile 2018 alle 15:45

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"Abbiamo detto al presidente Fico che siamo disponibili a sederci al tavolo per iniziare a 'contrattare il contratto', vogliamo mettere al centro i temi e riuscire nel più breve tempo possibile a far prevalere l'interesse degli italiani", ha detto il leader del M5s Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni con il presidente della Camera sulla formazione del governo.

 

"Dobbiamo abbandonare il vocabolario della prima e della seconda Repubblica – ha continuato Di Maio – questa è la terza Repubblica, non ci sono alleanze politiche, qui le forze politiche fanno un passo indietro e fanno un passo avanti i cittadini con i loro problemi. Potevamo fare l'interesse di partito, ma non abbiamo pensato all'interesse del Movimento. Potevamo fare come la Lega, scegliere di stare lontano dall'esperienza di governo e continuare a dire che le cose vanno male ma non vedo l'ora di mettermi al lavoro sui temi della povertà relativa, del precariato, delle pensioni, delle tasse per le imprese. Vogliamo metterci al lavoro per un contratto che sia all'altezza e poi i nostri iscritti valuteranno, come ci sono altri metodi di altre forze politiche noi abbiamo il nostro".

 

"Qui cerchiamo di mettere al centro le questioni, abbiamo il 32 per cento, non siamo autonomi ma stiamo cercando di portare a casa un buon contratto che sia al rialzo e non al ribasso. L'interrogativo è: ai cittadini interessa avere per i 10 milioni di poveri un reddito di cittadinanza che integri il loro fino alla soglia di povertà o che due forze politiche litighino per l'eternità? Ai pensionati interessa avere 1.170 euro al mese o che le forze politiche continuino litigi, opposizioni e guerre? Questo è l'interrogativo. Noi vogliamo mettere al centro i bisogni delle persone: per noi il M5s al governo è una novità assoluta, se si formerà questo governo non sarà in continuità con il passato, vogliamo un contratto al rialzo non un compromesso al ribasso. Chiedo uno sforzo al Pd: non si può chiedere al Movimento 5 stelle di cancellare le battaglie fatte; ho visto delle dichiarazioni in questi giorni, e non mi riferisco alla linea espressa dal segretario Martina, non ci si può fossilizzare per partito preso nella difesa di tutto quello che hanno fatto i governi in questi anni, dal voto del 4 marzo sono emerse delle richieste chiare".

  

"Se si torna al voto – ha precisato Di Maio – il M5S ne esce rafforzato, io sono convinto sia così, oppure possiamo provare a capitalizzare questo 32 per cento ora e metterci a lavorare per il paese, non so come andrà, noi ce la metteremo tutta. Serve un'informazione più libera possibile, è chiaro che dobbiamo fare qualcosa sia sulla governance Rai ma anche sulle tv private: fa specie che Berlusconi, utilizzando le sue tv e i suoi giornali, continui a mandare velate minacce a Salvini e alla Lega qualora decidesse di sganciarsi. È arrivato il momento di mettere mano al continuo conflitto di interessi dell'informazione italiana: un politico non può possedere organi di informazione".

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