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Sopravvivere all’alleanza Pd-M5s

Inizia l’esodo degli iscritti al Partito democratico verso il partito di Casaleggio e Grillo in vista del nuovo governo. Da Baricco a Gori, ecco come ci si prepara al cambio di casacca (per ridere)

26 Aprile 2018 alle 06:00

Sopravvivere all’alleanza Pd-M5s

La delegazione del Pd ricevuta dal presidente della Camera, Roberto Fico (foto LaPresse)

Noi, come iscritti al Partito democratico dal 2007, oggi abbiamo deciso di aderire al movimento di Grillo. Sulla pagina Facebook appena aperta siamo circa 37.000. Entro stasera saremo 120.000, entro domani tutti. I motivi sono vari.

 

Come militante di Codogno, prima del Pci, poi del Pds, eccetera, sono stufo di vedere in televisione il sindaco di Pesaro, Ricci. Non che non ragioni bene, anzi ragiona benissimo. E’ la controscena che mi fa incazzare: quando il sindaco è in collegamento dal suo ufficio ha sempre dietro palloni da basket, da rugby… come se la sua principale occupazione fosse quella di far giocare donne e anziani. Ma basta con i corsi di teatro e balle varie. La sinistra è anni che si è ridotta a questo. Anche la mitica Alba Parietti non aiuta a farci stare nel Pd, essendo molto critica con Renzi. Io e Martina stasera andiamo direttamente a casa di Grillo, nel genovese, a suonare il citofono.

 

Oggi vado con Martina a casa di Grillo, gli chiediamo di entrare in Rousseau. Lui ci manda a Pianosa ad aprire un negozio per obesi

DRIIIIN. Maggiordomo di Grillo: “Chi è? Drogati in casa non ne vogliamo”. Io: “No! Siamo venuti per iscriverci alla piattaforma Rousseau”. Grillo sente e dice: “Venite dentro”. Nel suo salotto vediamo che ci sono già Cuperlo, i presidenti di Toscana e Umbria e Bianca Berlinguer. Tutti con in mano la tessera del Movimento 5 stelle, a cui Grillo ha appena cambiato il nome in Partito del Vanto. “E’ stato Rocco Casalino a dirmi di fare così”, spiega. Martina: “Spiegati meglio”. Grillo: “Abbiamo capito che in Italia e nel mondo non si può cambiare niente. Chi comanda gli stati sono i vincitori di concorso, chi ha il posto fisso nei ministeri e nella Pa”. Cuperlo: “Allora cosa facciamo? Apriamo un negozio di articoli per grandi obesi?”. Grillo: “No! Ci vantiamo davanti alle telecamere e sui giornali”. Poi Grillo va via e dopo qualche minuto ci fa arrestare. Entrano dei paramilitari con una divisa strana. Casalino dice di non preoccuparci: ci mandano al confino a Pianosa. Qui sull’isola possiamo aprire un negozio per grandi obesi. E’ già pronta la licenza del sindaco (che è passato ai 5 stelle).

 

Altro motivo per cui il gruppo di Giorgio Gori è passato con Grillo alla regione Lombardia è questo. Gori: “Parliamoci chiaro: nel mondo dello spettacolo (e anche nel tamburello a coppie) conta l’agente che rappresenta l’artista. Grillo ha l’agente teatrale più potente d’Italia. E’ inutile che noi del Pd gli andiamo contro. Ben presto tutti i comici e i cantautori di area Pd diventano del M5s. La mia ambizione è tornare a fare il direttore di Italia 1. Dalle mie notizie anche Berlusconi oggi si è iscritto al Movimento 5 stelle, e con delibera nazionale ha fatto confluire tutti gli iscritti di Forza Italia nel bellissimo movimento di Grillo”. Come pegno d’amore ha portato in dote Sorrisi e Canzoni e la Rizzoli libri, che diventano organi ufficiali su carta del M5s. Sallusti per protesta si è dimesso, ma Grillo che lo stima gli fa: “Alessandro, ti do la direzione del Tg2”. Sallusti risponde domani. Ma non penso. Mulè, parlamentare di Forza Italia, è il primo a dichiarare al Fatto di volere appoggiare un governo Di Maio. Così facendo scavalca Salvini, che si offende per niente, si stacca dai bossiani e dai maroniani e fa confluire il suo seguito nel movimento di Casaleggio. Il quale, notizia di adesso, si è staccato da Grillo ma darebbe un appoggio esterno a un governo a guida Toninelli, già ufficiale della Benemerita. E’ quello che voleva Berlusca: avere un ufficiale delle Forze armate alla guida del paese. Toninelli è perfetto. Infatti io mi sono convinto a votare M5s perché c’è lui che fa finta di volere cambiare. Anche Massimo Giletti aderisce al M5s e convince Cairo a donare il Torino a    Grillo e soci come pegno d’amore. Adesso i grillini hanno anche una squadra di calcio. Così, dice Casalino, “possiamo vantarci anche su siti, giornali e trasmissioni sportive”. Subito gli arbitri e l’Uefa si adeguano. Anche perché Bruxelles dice alla Fifa: “Meglio aiutare i granata e tenere buono Grillo che vedere l’Italia fuori dall’euro”. Il Torino infatti vince diverse Champions League, per esattezza nove di fila. Mai era avvenuto. A Madrid Rajoy si lamenta, ma Juncker gli dice: “Basta Mariano! Siamo tutti iscritti al Movimento 5 stelle, anche noi della Commissione europea. Manchi solo tu”.

 

Il bravo scrittore torinese entra nel M5s e diventa direttore di una scuola per panificatori. Anche il Cav. entra nel partito di Di Maio

Il problema adesso è un altro: il presidente (Fico) che rappresenta il 75 per cento degli elettori del M5s vuole entrare nel Pd. Ecco la telefonata molto bella fatta a Nardella. Fico: “Sindaco?”. Nardella: “Sì?”. “Sono Fico”. “Grazie per avermi chiamato , presumo per il Viminale…”. Fico: “No! Siccome non voglio responsabilità di governo vorrei che dicessi a Renzi se accetta me e i miei nel Pd”. Nardella: “Certo! E’ qui, glielo dico subito”. Fico: “Non voglio perdere in popolarità… sai sindaco, essere al governo non è popolare”. Nardella: “Ti capisco benissimo. Quanto porti come voti al Pd?”. “Circa il 20 per cento su tutto l’elettorato italiano”. Nardella: “Ok, accetto, così noi come Pd andiamo al 41 per cento”.

 

Un altro motivo invece che fa andare nel Movimento 5 stelle alcuni compagni è quello di sposare le tesi di Di Battista: “Per far riposare la Terra sfruttata per anni da raccolti intensivi, per una stagione non raccogliamo i frutti della Terra stessa; per cui lasciamo marcire sugli alberi le ciliegie, non raccogliamo l’orzo né il bambù né il caffè. Facciamo un anno a lasciare che i frutti cadano al suolo. Che bello, ci sto!”. Firmato: i miliardari comunisti con appartamento al Bosco verticale a Milano.

Tutti ad aderire a questa bella pirlata per far respirare Gea.

 

Ecco la lettera che ho ricevuto adesso dai sindaci (Pd) di Zurigo, Lucerna, Ginevra e Losanna: “Aderiamo senza se e senza ma al Movimento 5 stelle, per cui nei nostri comuni faremo tutto quello che dice Rousseau, anzi il blog di Grillo”.

 

Ecco l’elenco di chi ha chiesto di entrare nei Cinque stelle:

Marcelo del Real Madrid, che viene nominato referente per i paesi iberici e America latina del movimento;

Emma Thompson, che passa dai militanti di Sanders al M5s, ormai partito transnazionale.

 

Ecco i responsabili per le aree del mondo: per il medio oriente referente di Casaleggio è nominato oggi Erri De Luca. Il bravo scrittore terzomondista si occuperà per Grillo della politica in quell’area. L’ambasciatore israeliano a Dublino si è lamentato di questa nomina, ma non vedo il motivo. Certo, Erri De Luca tiene per l’Atletico Amman, la squadra più forte di quella zona. Subito organizza un’amichevole con il Torino Grillino. Risultato 2-2. I broker internazionali delle scommesse non accettavano puntate. Motivo? Risultato concordato.

 

E veniamo all’artista che più ha fatto piangere i dirigenti del Pd. Infatti ha ridato indietro la sua tessera Alessandro Baricco: subito è entrato nel M5s. Casalino gli ha dato l’incarico di direttore generale della nuova Scuola Nazionale di Panificazione. I Cinque stelle su questo hanno ragione: troppi giovani e meno giovani (me) vogliono scrivere, ma chi fa il pane di notte? Troppo comodo far venire stranieri poveri e metterli sotto a panificare. Bene, da oggi Baricco farà corsi agli italiani per fare il pane. La sede rimane dove è adesso la sua scuola Holden. Ogni alunno invece che pagare 5.000 euro per imparare a far innamorare Patty Pravo dovrà imparare a fare il pane. Non solo quello locale, ma anche il pane pugliese. Questo in onore del presidente Emiliano, diventato di fatto il n° 4 come potenza dei grillini (1. Casaleggio; 2. Fico; 3. Grillo; 4. Di Maio alla pari con Emiliano). Baricco subito si lamenta, infatti pensava di diventare rettore alla Normale di Pisa. Ecco la telefonata che ha fatto a Casalino: “Scusa Rocco, io ho aderito ai 5 stelle per migliorare la mia carriera, non per fare il docente all’alberghiero”. Casalino: “Ascolta, qui non comando io, le nomine le fa Carelli”. Baricco: “Non sapevo che Carelli comandava così tanto”. Casalino: “Ma scherzi? Carelli nel movimento comanda più di me e Di Maio messi insieme”. Baricco: “Ha agganci a Stoccolma?”. Casalino: “Per il Nobel?”. Baricco: “Sì, quello! Sai, dovrebbe toccare all’Italia. Di solito ogni 25 anni…”. Casalino: “Vero, infatti lo danno a Francesco Picolo che ieri ha aderito al movimento”. Baricco: “Se è così esco subito dal M5s e vado in Leu”. “Fai come credi ma devi pagare una penale di 850.000 euro”. “Ma io sono un semplice iscritto, non un deputato”. “Infatti per i semplici iscritti la penale è molto più alta per chi lascia il movimento”. Baricco: “Ma cos’è una piramide al contrario?”. Casalino: “Esatto, più si sale nella gerarchia meno si paga per uscire. Ad esempio se io esco e vado alle Barbados a fare il pr per una discoteca pago una penale di un euro”. “E Grillo?”. Casalino: “Grillo se esce ci fa un favore, gli diamo noi 30 milioni”. Baricco: “E’ vero che state facendo le carte per metterlo in un manicomio in Sardegna?”. “Chi te l’ha detto?”. Baricco: “Alessia Morani (Baricco qui millanta un nome che dagli accertamenti degli inquirenti risulterà estraneo, ndr)”. Casalino: “Conosci la Alessia? E’ bellissima”. “Anch’io sono innamorato di lei… Entreresti nel Pd per pegno d’amore?”. Casalino: “Sì, subito per lei. Anzi tirerei fuori l’archivio segreto del M5s con i nomi dei finanziatori segreti. Uno è Antonio Ricci”. “Nooo!”. “Sì, è lui il vero capo del M5s”. Baricco: “Ma quanti capi abbiamo? Carelli, Ricci…”. Casalino: “No, ma quello che conta più di tutti non posso dirtelo”. Baricco: “Dai, ti faccio conoscere la Simona Bonafè…”. Casalino: “Veramente? La donna più bella del Parlamento a Strasburgo. Allora ti dico chi è veramente il capo di tutto: Nek”. Baricco: “Lo sospettavo. Grazie, giro subito l’informazione”. Casalino: “Ciao, ti mando un camion di farina 00, inizia subito a panificare”. Baricco: “Quanti quintali?”. Casalino: “200 quintali, che sono 20 tonnellate”. Baricco: “Lo so. Speriamo che nel trasporto non ne sparisca una”. Casalino: “Non penso, però se capita sta zitto, risolviamo dentro al movimento”.

 

E veniamo alle proposte che Delrio ha fatto a Di Maio per fare un governo M5s-Pd. Premier con delega alla Farnesina, Federica Mogherini; ministro dell’Interno Gentiloni; alle Infrastrutture rimane Delrio se no salta la trattativa. Tutti gli altri dicasteri ai grillini, tranne Economia, Giustizia, Difesa e Terzo settore, tutti diretti da Alesina. Per quanto riguarda Mauro Corona, come aderente da oggi al M5s lo mettiamo alle Riforme costituzionali. Deve solo fare una legge elettorale all’egiziana, che è la migliore che fin qui abbiamo visto. Molto completa. Altri che abbandonano il Pd per Grillo sono: Lilli Gruber, che però dice no. E basta. Al Foglio aderiscono al M5s i seguenti giornalisti: il direttore Claudio Cerasa, il vice Maurizio Crippa, Giulio Meotti, che prende il posto di Casalino, Daniele Raineri (su cui però c’è un veto di Casaleggio, ma lo tolgo io oggi). Vanno rispettivamente a dirigere Repubblica, Corriere, Messaggero e Washington Post. Tutti vengono sollevati dall’editore dopo il primo numero, per cui la Casaleggio Associati fa causa. La perde. Facciamo ricorso ma non adesso. Per adesso andiamo avanti con Gentiloni.

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