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Una legislatura in tredici

Galleria dei protagonisti e comprimari della crisi politica più pazza della storia repubblicana

23 Marzo 2018 alle 10:57

Luigi Di Maio, rischia tutto

È il vincitore che rischia tutto, Luigi Di Maio. Eroe virtuale, leader senza partito, fin qui per lui è stato tutto facile e in discesa, ma adesso deve misurarsi con la politica vera. Fin qui ha avuto in regalo un canovaccio di slogan da recitare a soggetto in televisione, e poi delle primarie vinte senza concorrenti. Non si è certo conquistato il posto di capo politico indossando il vestito blu dell’Upim e la cravatta di Tecnocasa e non ha certo vinto lui le elezioni, perché quel mastodontico 32 per cento sarebbe andato a chiunque avesse guidato il M5s. Condannato dunque con data di scadenza dalla regola del doppio mandato, sconfitto dopo aver tentato di manovrare il palazzo, Di Maio adesso o vince tutto o si spelacchia. Di sicuro non ha davanti se né Andreotti né Moro, però ha a che fare con gente, come Silvio Berlusconi, Gianni Letta e Giancarlo Giorgetti che la verginità politica l’hanno persa da un pezzo.

Salvatore Merlo

Salvatore Merlo

Milano 1982, giornalista. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi erasmiana a Nottingham. Un tirocinio in epoca universitaria al Corriere del Mezzogiorno (redazione di Bari), ho collaborato con Radiotre, Panorama e Raiuno. Lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.

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