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Camera, Senato e governo, così Berlusconi può mettere a segno un triplo colpo

Cosa potrebbe succedere se la trattativa tra centrodestra e Movimento 5 stelle per la presidenza delle Camere andasse a buon fine

22 Marzo 2018 alle 11:07

Camera, Senato e governo, così Berlusconi può mettere a segno un triplo colpo

Al direttore - Berlusconi con i grillini: è uno scherzo vero?

Luca Martini

 

Con la scelta di sponsorizzare per la presidenza delle Camere l’accordo tra centrodestra e Movimento 5 stelle, in un colpo solo Berlusconi, che dalle elezioni è uscito male, ma male male, potrebbe mettere a segno un triplo colpo. Primo colpo: ottenere la presidenza del Senato per Forza Italia, a fronte di un risultato disastroso per Forza Italia. Secondo colpo: provare a proporsi come il garante più istituzionale di un accordo tra i partiti di protesta, tenere unita la coalizione (alla Lega nel frattempo è andata la candidatura in Friuli con Fedriga) e creare le condizioni per evitare di tornare a votare presto, per provare a contenere, per quanto possibile, l’Opa di Salvini sul centrodestra. Terzo colpo: mentre per la presidenza del Senato in teoria il centrodestra avrebbe i numeri per eleggere il successore di Grasso in autonomia – nelle prime due votazioni serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato per eleggere il presidente, e nel caso in cui nei primi due voti non ci fosse una maggioranza assoluta, si andrebbe al ballottaggio – per quanto riguarda la Camera i giochi cambiano. L’elezione del presidente in questo caso avviene a scrutinio segreto e a maggioranza con quorum dei due terzi dei componenti nel primo scrutinio, a maggioranza dei due terzi dei voti nel secondo e terzo scrutinio e a maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo. Significa che il Movimento 5 stelle per eleggere il presidente della Camera ha bisogno di un accordo con altri partiti (inciucio!). Significa che se il Movimento 5 stelle dovesse riuscire a eleggere un suo presidente della Camera, Berlusconi potrebbe dire: caro Luigi, consentimi, ma se sei riuscito a portare un grillino alla presidenza della Camera lo hai fatto con i miei voti. E se sono impresentabile io, beh, sei impresentabile anche tu. Niente male. Ma chissà.

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Commenti all'articolo

  • albertoxmura

    22 Marzo 2018 - 23:11

    Arrivati a questo punto la soluzione più plausibile è: la presidenza della Camera al PD, quella del Senato a Forza Italia. I numeri per realizzarla ci sono, con buona pace di Di Maio.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Marzo 2018 - 17:05

    Premessa: poiché la legge elettorale prevedeva e legittimava sia il singolo partito che le coalizioni, le politiche hanno assegnato al Cdx il maggior numero di voti e seggi. Ergo il primo soggetto legittimato a ricercare alleanze in Parlamento per formare una maggioranza di governo, è la coalizione. L’avessi sentito dire a qualcuno! Transit. Ora l’occasione per verificare se il Cdx ha le palle, è data dall'elezione del presidente del Senato. Per la presidenza del Senato, nelle prime due votazioni, occorre che il candidato ottenga almeno 161 voti. Dalla terza in poi basta la maggioranza dei votanti PRESENTI (anche le schede bianche determinano il numero totale dei votanti presenti). All'eventuale ballottaggio tra i due più votati al precedente scrutinio, sarà sufficiente che uno dei due ottenga un voto in più. Cdx, se ci sei batti un colpo. Devo spiegare come fare? Altrimenti: Vaffa! Anche i moderati, nel loro piccolo, s’incazzano.

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  • Giovanni Attinà

    22 Marzo 2018 - 14:02

    Caro Cerasa, insisto: sul triplo colpo di Berlusconi ho ampi dubbi. Del resto sull'avanzata della Lega le responsabilità sono dello stesso Berlusconi: basta guardare gli ultimi 7 anni della vita politica italiana. Tre esempi: la guida delle giunte regionali in Lombardia e Veneto e la vicenda delle liste delle elezioni del 4 marzo.

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