Camera, Senato e governo, così Berlusconi può mettere a segno un triplo colpo

Claudio Cerasa

Cosa potrebbe succedere se la trattativa tra centrodestra e Movimento 5 stelle per la presidenza delle Camere andasse a buon fine

Al direttore - Berlusconi con i grillini: è uno scherzo vero?

Luca Martini

 

Con la scelta di sponsorizzare per la presidenza delle Camere l’accordo tra centrodestra e Movimento 5 stelle, in un colpo solo Berlusconi, che dalle elezioni è uscito male, ma male male, potrebbe mettere a segno un triplo colpo. Primo colpo: ottenere la presidenza del Senato per Forza Italia, a fronte di un risultato disastroso per Forza Italia. Secondo colpo: provare a proporsi come il garante più istituzionale di un accordo tra i partiti di protesta, tenere unita la coalizione (alla Lega nel frattempo è andata la candidatura in Friuli con Fedriga) e creare le condizioni per evitare di tornare a votare presto, per provare a contenere, per quanto possibile, l’Opa di Salvini sul centrodestra. Terzo colpo: mentre per la presidenza del Senato in teoria il centrodestra avrebbe i numeri per eleggere il successore di Grasso in autonomia – nelle prime due votazioni serve la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato per eleggere il presidente, e nel caso in cui nei primi due voti non ci fosse una maggioranza assoluta, si andrebbe al ballottaggio – per quanto riguarda la Camera i giochi cambiano. L’elezione del presidente in questo caso avviene a scrutinio segreto e a maggioranza con quorum dei due terzi dei componenti nel primo scrutinio, a maggioranza dei due terzi dei voti nel secondo e terzo scrutinio e a maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo. Significa che il Movimento 5 stelle per eleggere il presidente della Camera ha bisogno di un accordo con altri partiti (inciucio!). Significa che se il Movimento 5 stelle dovesse riuscire a eleggere un suo presidente della Camera, Berlusconi potrebbe dire: caro Luigi, consentimi, ma se sei riuscito a portare un grillino alla presidenza della Camera lo hai fatto con i miei voti. E se sono impresentabile io, beh, sei impresentabile anche tu. Niente male. Ma chissà.

  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.