Luigi Di Maio e Matteo Salvini (foto LaPresse)

L'Italia, il governo e i figli di Putin

Claudio Cerasa

Perché Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono due facce della stessa medaglia

Al direttore - Un partito che come la Lega si augura il fallimento dell’euro (contro ogni evidenza peraltro), propone attraverso suoi importanti esponenti l’uscita dalla moneta unica, salvo poi rimangiarsi tutto all’occorrenza, auspica il ritorno alla sovranità monetaria esclusivamente per continuare a indebitare il paese attraverso politiche dissennate di spesa, teorizza dazi e svalutazioni competitive come via maestra per la ripresa economica, non può di certo essere considerato liberale né, tanto meno, liberista: populismo e demagogia come non ci fosse un domani, questa è la sua cifra e sostanziale identità col movimento grillino.

Fabrizio Guarniera

  

Le idee di Salvini sono pericolose per l’Italia quanto quelle di Di Maio. Non so se i due governeranno insieme (povera Italia) so però che giorno dopo giorno quello che il Foglio aveva messo a tema prima delle elezioni si sta avverando: Salvini e Di Maio sono due facce della stessa medaglia e non possiamo sorprenderci se più passa il tempo e più, detto con affetto, i due deliziosi figli di Putin capiscono di essere fatti l’uno per l’altro.

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.