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Bell'affare la mostrificazione di Verdini

Assolto nel processo detto P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto

16 Marzo 2018 alle 21:05

Bell'affare la mostrificazione di Verdini

Foto LaPresse

Denis Verdini è fuori da tutto pur essendo stato il mediatore e l’architrave dei governi dei passati cinque anni, e colui che ha favorito un’operazione strategica, il patto del Nazareno, poi naufragata con le riforme elettorale e istituzionale in seguito alla rottura di Renzi e Berlusconi sul Quirinale. E’ fuori perché è stato mostrificato dal circuito mediatico-giudiziario. Ora è stato assolto dall’accusa di aver tramato contro le istituzioni, nel grottesco processo detto P3, per non aver commesso il fatto. Va rilevato che l’accusa P3, naufragata nel ridicolo, fu decisiva agli effetti della rovina della Banca cooperativa, il Credito cooperativo fiorentino, che per due decenni Verdini aveva presieduto. Le azioni ispettive ordinarie di Bankitalia e l’incalzante attenzione della procura fiorentina, infatti, ebbero una spinta decisiva dall’esplodere dello scandalo romano sulla presunta associazione segreta verdiniana. “E’ dunque un congiurato, il Verdini”, e i media dell’epoca amplificarono l’addebito parlando di una banca contenente il tesoro di Carboni, e altre diavolerie patentemente false ma divenute verosimili alla luce dell’odiosa ombra di una P3. Di qui la nomina dei commissari, l’estromissione di Verdini, che non ha più nemmeno potuto accedere alla documentazione per difendersi, la liquidazione della Banca sottocosto e la sua declassificazione in mezzo a mille contabilità burocratiche effettuate da custodi amministrativi e pettegolezzi insinuanti, quando non esiste, non è accertato alcun buco o spettacolare malaffare riguardante la banca stessa. Il risultato fu la condanna in primo grado di Verdini per bancarotta. Tutto da manuale. Della cattiva giustizia e della cattiva politica, per non dire della pessima informazione. Con questi mezzi, a parte il resto, andò perduto un politico capace che aveva garantito e rilanciato una formula di compromesso decisiva, e in cambio avemmo un mostro. Bell’affare. 

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    17 Marzo 2018 - 10:10

    Detto fra noi, da sempre anche in politica gli amici si aiutano facendogli prender coscienza dei loro errori. Lo scegliere di governare con fuoriusciti di Fi in luogo di promuovere una verifica elettorale dopo la rottura del patto del Nazareno e’ stato un errore politico, pagato ora a caro prezzo, come si vede. La nostra storia repubblicana e’ ricca di ricorsi ad elezioni anticipate volti a verificare gli equilibri politici. Per quel che ne so non hanno mai provocato tragedie sociali ne’ economiche. E si votava con il proporzionale, e si era eletti con i voti di preferenza. Strumenti davvero orrendi per rispettare l’esercizio della sovranità popolare su cui e’ incardinata la Costituzione più bella del mondo? Oddio, uno degli altri cardini della costituzione, ovvero quello dell’immunita parlamentare, non era stato ancora molto populisticamente scardinato. Le traversie giudiziarie dell’on Verdini andrebbero lette forse anche in questa chiave, soprattutto in casa della sinistra.

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  • giantrombetta

    17 Marzo 2018 - 09:09

    Rispetto e solidarietà a Verdini, per carità. Ma il continuare a sostenere che sia stato gran merito varare e contribuire a tenere in vita un’operazione di compromesso politico per un governo privo di ogni legittimazione elettorale pare un tantino avventato. Forse sarebbe il caso di ripensarci, visto che ad ogni verifica elettorale successiva quel compromesso e’ stato sonoramente bocciato dal popolo sovrano. Fino all’epilogo della bocciatura dell’ex partito di Alfano e Lorenzin, di Verdini e del Pd di Renzi e Gentiloni con il trionfo di Di Maio e Salvini. Se questo e’ il risultato di quel magico e responsabile compromesso, vedete voi. Senza tornare alle colpe del destino cinico e baro.

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  • carlo schieppati

    17 Marzo 2018 - 08:08

    Tutte le accuse di P3, P4, CRICCA, CASTA e altre scemenze del genere sono bojate pazzesche, cono il sintomo della malattia mortale dell'Italia: una Magistratura fuori di testa e da ogni controllo.

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