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Pd, segretario cercasi

Renzi non si ritirerà a vita privata, ma la corsa alla sua successione è già partita

6 Marzo 2018 alle 19:34

Pd, segretario cercasi

Segretario del Pd cercasi. Sui giornali appaiono diversi nomi di possibili successori di Matteo Renzi e qualcuno si candida anche ufficialmente, come Sergio Chiamparino, che non ha escluso questa possibilità. In realtà, però, non si vede un grande affollamento reale di aspiranti leader. Pure Carlo Calenda, di cui si parla in questi giorni, tanto più dopo il suo annuncio di volersi iscrivere al Partito democratico, pare che non abbia nessuna intenzione di candidarsi a segretario. Semmai aspira a un ruolo al prossimo giro dal momento che tutti o quasi danno per scontato che questa legislatura non sarà lunghissima.

 

Un altro nome molto gettonato è quello di Nicola Zingaretti, che ha vinto le elezioni nel Lazio e ha invocato una “rinascita della sinistra”. Ma pure lui, stando ai suoi amici, non ha intenzione di buttarsi in pista. Tanto più che in questo momento il Partito democratico sembra un’esperienza se non chiusa, quasi. I pasdaran renziani, ai quali invece non dispiacerebbe mantenere comunque il controllo del partito, anche dopo che il loro leader ha gettato la spugna, non hanno un nome da proporre. Dalle parti del Nazareno si dice che in realtà un candidato vero potrebbe essere Graziano Delrio, che con Renzi ha litigato in questi giorni ma che ha dalla sua il fatto di essere uno degli esponenti del Pd che ha i migliori rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

Intanto Matteo Renzi sembra intenzionato a restare lontano dalle luci della ribalta per un po’. Anche se non è sua intenzione ritirarsi a vita privata. I suoi stanno facendo i conti nei gruppi parlamentari. I senatori eletti sono quasi tutti di provata fede renziana e infatti sarà quasi sicuramente un esponente di questa area il prossimo capogruppo. A questo proposito va sottolineato un particolare di non poco conto: della delegazione del Pd che salirà al Quirinale per le consultazioni con Mattarella farà sicuramente parte il presidente dei senatori. Alla Camera la situazione è un po’ meno semplice, perché in quel ramo del Parlamento il gruppo è spaccato a metà tra deputati di stretta fede renziana e il resto della maggioranza che ormai si sta staccando dal segretario dimissionario.

 

Nel frattempo, stanno cominciando a prendere le distanze da Matteo Renzi molti esponenti di quella che ormai si potrebbe definire l’ex maggioranza del Partito democratico. Anche esponenti fino a poco fa molto vicini al segretario dimissionario, come Lorenzo Guerini ed Ettore Rosato, si stanno sfilando.

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    06 Marzo 2018 - 21:09

    Si defilano, per andare dove. Il governo da queste elezioni non è uscito ed è di difficile costituzione. Abbiamo elemosinieri che si spacciano per il nuovo ed un leghista che gioca a tutta Italia parlando a vanvera e scrutando e sfruttando, questa si, la grave miopia governativa circa i migranti. Sui migranti è vero ma sul resto no. Bisogna essere nell’arena e conciliare il pane con il companatico invece di abbracciarsi e cantare vittoria. Qui non è cambiato un tubo e da queste elezioni emerge la miseria umana. Non delle vittime con il cappello in mano ma degli elemosinieri che non portano nulla di nuovo se non una decrescita deficiente spacciata come il massimo a cui aspirare. Europa aiuto.

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