Massoni in lista, la rivolta dei militanti del M5s contro il M5s

Dopo il caso Landi gli attivisti toscani chiedono le dimissioni di chi ha selezionato i candidati alle Politiche

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20 Febbraio 2018 alle 06:00

Massoni in lista, la rivolta dei militanti del M5s contro il M5s

Luigi di Maio (foto LaPresse)

Roma. La base del M5s è in rivolta. La candidatura a Lucca di Piero Landi, massone “in sonno”, ha scatenato i militanti toscani del partito di Grillo e Casaleggio, che hanno invaso di messaggi critici il capo dei Cinque stelle in Toscana, Giacomo Giannarelli, già candidato governatore contro Enrico Rossi e oggi consigliere regionale. Colpevoli, dicono i militanti, sono lui e Luigi Di Maio per gli evidenti buchi nella selezione delle candidature.

       

Giovedì scorso Giannarelli ha annunciato, insieme a Di Maio, la richiesta di risarcimento danni ai candidati massoni espulsi dal movimento. Alcuni attivisti, molto arrabbiati, hanno segnalato al Foglio una discussione, molto accesa e molto istruttiva, sulla pagina Facebook del capo dei Cinque stelle toscani. “Molti attivisti – dice Paolo Chiarini, fiorentino – chiederanno i danni a coloro che sono responsabili della situazione toscana. Perché chi ha apportato ingerenze nelle candidature non si è impegnato a fare verifiche preventive?”. Chi ha scelto, dice ancora l’attivista Chiarini, “le persone inserite negli uninominali e non ha controllato i requisiti è lui il primo responsabile”.

   

Insomma, “i danni di immagine cagionati al Movimento 5 stelle provengono dagli stessi portavoce che hanno gestito la situazione, per cui confrontatevi fra di voi e date spiegazioni pubbliche perché il nemico non sempre è solo fuori ma spesso si può trovare proprio all’interno”. Aggiunge Giacomo Barsi, di Borgo a Mozzano, provincia di Lucca: “Io la richiesta di risarcimento la farei a chi l’ha scelto senza rivolgersi agli attivisti della zona. Ne sa qualcosa Giannarelli?”. Dice Manola Balderi dell’Isola d’Elba: “Vorrei sapere chi ha fatto le ‘scremature’ in Toscana e chi ha garantito per la candidatura di questa persona e delle altre scelte direttamente da chi ancora non si sa. La trasparenza è dovuta soprattutto alle migliaia di attivisti seri e impegnati da anni nei loro territori che hanno dato la disponibilità a partecipare alle parlamentarie ma non sono stati presi minimamente in considerazione pur avendo i requisiti, per poi vedere candidature dirette. Non funzionava così il Movimento quindi ho abbracciato i suoi valori. Riportiamolo alla sua ‘purezza’”. Luca Anichini, fiorentino che vive a Siena: “Direi che ce n’è abbastanza per mettere in discussione l’operato di questo figuro, il danno di immagine alla credibilità del MoVimento è immenso, dobbiamo continuare ad essere rappresentati da tanta pochezza o addirittura furbizia? Chi ha scelto chi poteva o non poteva candidarsi?”.

  

Alessio Santi di Vernio, provincia di Prato: “Ma come si fa a giustificarsi di una scelta sbagliata dicendo che ‘non hanno detto la verità e che non ci hanno detto di far parte di una loggia massonica’. Dire così è offendere l’intelligenza degli attivisti che in Garfagnana e a Lucca, quando hanno saputo hanno subito segnalato a chi di dovere, ai parlamentari del Movimento di cui si fidavano. Ma come si fa a tagliare decine e decine di attivisti toscani e cittadini del M5s che si erano candidati per dare una disponibilità al progetto M5s e candidare uno della massoneria, senza nemmeno rapportarsi ai territori, alla conoscenza dei Meetup e degli attivisti del posto? Bastava chiedere. Democrazia dal basso, partecipazione dal basso. E poi si fanno le scelte dall’alto senza chiedere. Chi ha suggerito questo massone? Quali sono stati i criteri di scelta? E come si può pretendere che uno candidato e iscritto alla massoneria, in sonno dal 5 febbraio, giusto in tempo per ricevere quella candidatura, dica di essere un massone in sonno e rifiutarla? Chi si deve assumere la responsabilità oggettiva di questa scelta sbagliata che ha dato un danno di immagine a tutto il Movimento in Toscana?”.

   

Arrabbiata anche Miriam Mechelli, attivista di Siena: “Li avete scelti voi i candidati, adesso ve ne assumete la responsabilità come è giusto che sia! Troppo comodo dire ‘non avevano detto di essere iscritti alla massoneria’, se aveste dato spazio agli attivisti invece che agli amici e a persone prese a caso, valutando con i territori l’opportunità delle candidature invece di comportarvi da peggiore partito in cui nelle segrete stanze avete deciso tutto da soli, queste cose non sarebbero successe”. Dice Renato De Michieli Vitturi dall’Isola d’Elba: “Non si perdono solo seggi ma anche voti al proporzionale. Non essendoci il voto disgiunto, chi voterà a Lucca M5s lo farà sapendo che manderà in Parlamento (in caso di vittoria nel collegio) un massone che ha truffato il movimento stesso. Non tutti, ma molti preferiranno evitare quel voto”. Gianluca Lorenzini, lucchese che vive a Pontedera, provincia di Pisa, dice che “anche chi l’ha scelto, nonostante le ripetute segnalazioni, dovrebbe fare un passettino indietro”.

  

Franco Castorina di Vernio, provincia di Prato, dice che “è palese che i ‘selezionatori’ dei candidati toscani abbiano usato variabili non consone al Movimento, dimostratesi, fin da subito, fallaci e mendaci anche per i cittadini votanti cui ci rivolgiamo per ottenere la fiducia. Se sei tra i responsabili dovresti dimetterti”. Claudio Alessandro Carlo Pinzauti di Firenze è imbufalito: “Chi ha scelto i candidati oltre a non aver controllato ha fatto una scrematura inaccettabile. Vogliamo i nomi di chi a fatto questo macello”.

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