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Perché adesso Renzi va a caccia dei voti “montiani”

Nella mappa dei collegi del Nazareno le indicazioni per riconquistare i consensi degli elettori dell’ex premier

9 Dicembre 2017 alle 06:30

Perché adesso Renzi va a caccia dei voti “montiani”

Foto LaPresse

Roma. Il Pd va a caccia dei voti montiani. Il partito di Renzi, rimasto scoperto a sinistra dopo l’addio di Giuliano Pisapia, non può permettersi di lasciare che (anche?) i consensi della vecchia coalizione di Mario Monti – “Con Monti per l’Italia – vadano dispersi o, peggio, vengano riassorbiti dal centrodestra. Nello studio del Nazareno, del quale ieri il Foglio ha dato conto, c’è scritto anche quali sono i collegi in cui la coalizione montiana è andata più o meno bene nel 2013. E siccome l’obiettivo di Renzi è portare quei voti al Pd, la mappa dei collegi è utile per capire dove investire meglio le forze e gli sforzi di convincimento nell’elettorato centrista. A partire dalla scelta del candidato all’uninominale: individuare l’aspirante deputato o senatore più vicino all’elettorato montiano in un determinato collegio potrebbe favorire questo recupero di voti. Gli esempi precisi ancora una volta aiutano: secondo la simulazione del Pd nel collegio di Bergamo (che ricalca i confini della Grande Bergamo, pari a 48 amministrazioni), il centrodestra è favorito con diecimila voti in più rispetto al centrosinistra. Se però il Pd e gli alleati riuscissero a riconquistare i voti dei montiani la coalizione di centrosinistra supererebbe agilmente Berlusconi e soci. Potenzialmente il contributo montiano (27.933 voti) porterebbe il centrosinistra alla vittoria (totale: 82.864). Naturalmente, qui siamo a fare somme tra voti del 2013 e la politica è fatta di molte variabili, ma al partito di Renzi basterebbe anche la metà dei voti di Scelta civica, Udc e Futuro e libertà per l’Italia. Idem a Vicenza, dove il centrodestra è favorito: anche lì i voti montiani sarebbero rassicuranti per il Pd, che con 55.185 voti potenziali ribalterebbe il risultato della sfida centrosinistra-centrodestra. In caso contrario, la vittoria del centrodestra sarebbe netta.

 

Non dappertutto l’accoppiata però potrebbe funzionare. Nel collegio di Legnago, il centrodestra potenzialmente vincerebbe comunque: 50.095 voti contro 34.003 del centrosinistra insieme con gli ex montiani. La competizione però non è aperta solo tra centrosinistra e centrodestra, ma anche tra centrosinistra e M5s. Prendiamo per esempio il collegio Roma-Fiumicino. Qui a farla da padrone sarebbero i Cinque stelle, che possono contare potenzialmente su oltre sessantamila voti e staccare il centrosinistra di oltre diecimila. I consensi montiani servirebbero (tutti) a superare di poco i Cinque stelle. Idem a Civitavecchia o a Pomezia, dove sono i Cinque stelle a spadroneggiare. Il problema, per il Pd, è che Enrico Zanetti, attuale segretario di Scelta civica, ha annunciato l’alleanza con Forza Italia e Monti, padre del movimento centrista, ha usato parole poco lievi nei confronti del capo del Pd. A “DiMartedì”, qualche settimana fa, Monti ha detto di non aver “mai considerato adatto a governare” il segretario del Pd. Certo, non è più il suo partito, ma qualcuno forse da quelle parti la pensa ancora come lui.

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