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De Giovanni spiegato a Della Loggia

Per essere un movimento eversivo non serve il fucile. Basta un clic

30 Novembre 2017 alle 06:00

De Giovanni spiegato a Della Loggia

Di Maio visita i Vigili del Fuoco (foto LaPresse)

Qualche giorno fa abbiamo polemizzato con Ernesto Galli della Loggia che, sul giornale della borghesia per antonomasia, ha espresso la sua convinzione sul fatto che un partito come il Movimento cinque stelle, che si propone di mandare a casa un intero Parlamento, di sostituire la democrazia rappresentativa con quella del clic e altre amenità del genere, non sia in fin dei conti eversivo. In fondo, è solo un programma politico, no? Eversivo è chi prende il fucile, è il sottotesto di un ragionamento che, a ogni buon conto, non è soltanto di Galli della Loggia.

   

Non c’è che da essere grati, perciò, al professor Biagio de Giovanni che sul Mattino di ieri in un lungo editoriale riprende, seppure indirettamente, il tema dell’editorialista del Corriere e ne dà una spiegazione ben diversa. “Che cosa significa oggi, per un movimento politico, essere eversivo?”, inizia. “Per definirlo tale non aspettiamoci la ripetizione della marcia su Roma del 1922 o gruppi di energumeni con i manganelli nelle strade”. Ma l’eversione esiste, anche nella parvenza del gioco democratico: “Eversivo, in una situazione democratica, è chi immagina se stesso, il movimento di cui è parte, come protagonista di una palingenesi. Il protagonista dice: opero in una situazione lontana da questo incomposto magma corruttivo che mi sta dinanzi… guardo tutti da una postazione dalla quale tutti gli ‘altri’ sono coinvolti… Tutto questo va superato, distrutto”.  

   

Ideale per questa eversione sono “le nuove forme della comunicazione”. “Eversiva può diventare, sta diventando un’opinione pubblica che si forma così, con questi canoni, con la ‘violenza’ di una sola parola che vale metaforicamente, s’intende, un colpo di pistola”. Dice altre cose, De Giovanni. Ma chi vuol capire ha capito. Anche GdL.

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Commenti all'articolo

  • giantrombetta

    30 Novembre 2017 - 12:12

    Ma secondo voi, e applicando lo stesso metro di giudizio, il Pd prerenziano non era eversivo, nel suo antiberlusconismo violento non solo nelle espressioni verbali? Non era eversione l’invito a boicottare, se non proprio a distruggere le sue aziende? Non era eversione democratica invocare e poi salutare con bandiere al vento ogni intervento delle Procure contro un concorrente politico al fine di annullare o far crollare i consensi ottenuti in libere elezioni? Non mi risulta che alcuno, nei Ds di allora e nel Pd di allora si sia sognato di definire eversiva la loro battaglia per abbattere un nemico del popolo. Quale popolo? Il loro, naturalmente. Il Parlamento, ovvero tutta la sinistra parlamentare, non ha ritenuto atto eversivo neppure lo scagliare un estintore contro un carabiniere in servizio a difendere la legalità. Anzi l’ha considerato atto eroico. Cari amici del Foglio, quando si intende mettere le carte a posto sarebbe bene andare fino in fondo, a sinistra e nel Pd ...

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  • Silvius

    30 Novembre 2017 - 11:11

    Non sono solo i partiti ad essere eversivi, ahimè. I partiti sembrano più che altro essere dei tirapiedi.

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