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L'ex ministro francese Lamassoure attacca il M5s: "Demagoghi e anti-europeisti"

I pentastellati sono "una minaccia per l'Italia non per l'Europa", spiega l'ex membro del governo ai tempi di Chirac e Mitterand: "La campagna elettorale? Basta con la politica dell'odio”

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

29 Novembre 2017 alle 13:53

L'ex ministro francese Lamassoure attacca il M5s: "Demagoghi e anti-europeisti"

Alain Lamassoure

Che effetto ha avuto sulla Francia la rassicurante lettera inviata via blog da Luigi Di Maio al presidente francese Emmanuel Macron? Mercoledì 29 novembre, dodicesimo piano del Parlamento europeo, vista sulla città, incontro di alcuni giornalisti con la squadra francese presente a Bruxelles. Di fronte a noi c'è Alain Lamassoure, esperto e battagliero eurodeputato francese, ex ministro ai tempi di Chirac (governo Juppe), ex ministro ai tempi di Mitterand (governo Balladur), una vita con i repubblicani e ora, dopo la vittoria di Macron, in cammino verso nuovi orizzonti politici. Lamassoure ci racconta dell'agenda Macron in Francia, ci spiega le sfide del Parlamento europeo e durante la conversazione con i cronisti prova a capire in che misura i partiti populisti possono mettere a rischio la stabilità politica del progetto europeo.

 

Lamassoure parla di tutti i paesi europei e arriva ad affrontare anche il caso italiano. Domanda: è o non è il Movimento 5 stelle una minaccia per la stabilità politica dell'Unione europea? Risposta: “Il movimento è certamente un partito protestatario, anti europeista, demagogo, senza vocazione al governo e nel caso in cui dovesse arrivare al potere sarebbe un handicap in un quadro in cui l'Unione europea sta provando a compiere passi in avanti. Ma a mio parere Beppe Grillo è una minaccia per l'Italia non per l'Europa. L'Europa è più forte dei populisti e pensando all'Italia oggi ricordo cosa si diceva un anno fa della Francia: chissà cosa potrebbe succedere se vincesse Le Pen… Non è successo e credo che alla fine il progetto Europeo in tutti i paesi riuscirà a essere più forte di chi sogna di metterlo in discussione. Se c'è però un punto che mi preoccupa più degli altri quel punto è il messaggio di cui i partiti populisti sono portatori: l'odio. E anche in Italia purtroppo temo che la politica dell'odio sarà al centro della campagna elettorale”. Al momento, la rassicurante lettera inviata via blog da Luigi Di Maio al presidente francese Emmanuel Macron – noi siamo belli, carini e anti populisti – diciamo che non sembra avere avuto gli effetti sperati. Populisti, anti europeisti, demagoghi. E a naso questa sembra non essere esattamente una fake news. 

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Commenti all'articolo

  • balestrazzi

    29 Novembre 2017 - 20:08

    Di Maio per i conquestelle è come l’anestetico che iniettano le zanzare appena pungono le proprie vittime. All’inizio non si sente niente, ma dopo pochi minuti il fastidio, il prurito ed il dolore si manifestano senza tregua per giorni e giorni.

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  • DBartalesi

    29 Novembre 2017 - 15:03

    Il cliente deve sempre essere scontento. Così nei Resort della Beppe Grillo & Associati., dove vaffa e fakes devono tenere sempre alto il livello di incazzatura (Five Stars level). Chiaro che così si odia e non si governa. E questo il loro grande limite, ma la nostra fortuna.

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  • luigi.desa

    29 Novembre 2017 - 15:03

    Il M5s si radicalizzerà sempre di più avendo una serie infinita di supporters: Striscia, La7, le Iene,il Falloquodiano, Rete 4 con la cornacchia insopportabile di Mario Giordano,anche Del Debbio ci mette del suo ( stessa pettinatura della mia insegnante di inglese a anni 1950), i due babbioni che hanno scritto 'La casta' e qualche mezzo intellettuale e/o filosofo come Galli della e molti altri . Nessuno si è accorto ma anche la banda bersanotti è grillina, Bersani fin da subito ( indicato premier) cercò di accalappiare i grilleschi che briosi come serpenti gli fecero fare una figuraccia che il vecchio comunista negò spudorato e ancora spera . ( le sue avances verso i grilleschi rientrano nelle molestie). Insomma l'Italia è nella bagna ,non resta che provare ( conosco a menadito la storia della penisola e situazioni peggiori ne ha avute e tante) Di Maio premier. A malus bonum ,non ridete bricconacci del il Foglio! luigi de santis

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