Alain Lamassoure

L'ex ministro francese Lamassoure attacca il M5s: "Demagoghi e anti-europeisti"

Claudio Cerasa

I pentastellati sono "una minaccia per l'Italia non per l'Europa", spiega l'ex membro del governo ai tempi di Chirac e Mitterand: "La campagna elettorale? Basta con la politica dell'odio”

Che effetto ha avuto sulla Francia la rassicurante lettera inviata via blog da Luigi Di Maio al presidente francese Emmanuel Macron? Mercoledì 29 novembre, dodicesimo piano del Parlamento europeo, vista sulla città, incontro di alcuni giornalisti con la squadra francese presente a Bruxelles. Di fronte a noi c'è Alain Lamassoure, esperto e battagliero eurodeputato francese, ex ministro ai tempi di Chirac (governo Juppe), ex ministro ai tempi di Mitterand (governo Balladur), una vita con i repubblicani e ora, dopo la vittoria di Macron, in cammino verso nuovi orizzonti politici. Lamassoure ci racconta dell'agenda Macron in Francia, ci spiega le sfide del Parlamento europeo e durante la conversazione con i cronisti prova a capire in che misura i partiti populisti possono mettere a rischio la stabilità politica del progetto europeo.

 

Lamassoure parla di tutti i paesi europei e arriva ad affrontare anche il caso italiano. Domanda: è o non è il Movimento 5 stelle una minaccia per la stabilità politica dell'Unione europea? Risposta: “Il movimento è certamente un partito protestatario, anti europeista, demagogo, senza vocazione al governo e nel caso in cui dovesse arrivare al potere sarebbe un handicap in un quadro in cui l'Unione europea sta provando a compiere passi in avanti. Ma a mio parere Beppe Grillo è una minaccia per l'Italia non per l'Europa. L'Europa è più forte dei populisti e pensando all'Italia oggi ricordo cosa si diceva un anno fa della Francia: chissà cosa potrebbe succedere se vincesse Le Pen… Non è successo e credo che alla fine il progetto Europeo in tutti i paesi riuscirà a essere più forte di chi sogna di metterlo in discussione. Se c'è però un punto che mi preoccupa più degli altri quel punto è il messaggio di cui i partiti populisti sono portatori: l'odio. E anche in Italia purtroppo temo che la politica dell'odio sarà al centro della campagna elettorale”. Al momento, la rassicurante lettera inviata via blog da Luigi Di Maio al presidente francese Emmanuel Macron – noi siamo belli, carini e anti populisti – diciamo che non sembra avere avuto gli effetti sperati. Populisti, anti europeisti, demagoghi. E a naso questa sembra non essere esattamente una fake news. 

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.